Negli ultimi anni sta emergendo con forza in ruolo del Private Equity: le imprese che devono crescere hannno bisogno di nuovi capitali. Il settore del Private Equity è in grado di offrire – insieme a competenze e know-how – un valido sostegno per valorizzare la struttura patrimoniale e finanziaria delle imprese.

Le piccole e medie imprese italiane con elevate potenzialità di crescita hanno spesso bisogno di capitali esterni per avviare o consolidare i propri progetti di espansione. In parallelo, ci sono investitori che sono interessati a partecipare attivamente e in prima persona alle sfide quotidiane di queste aziende, condividendone gli oneri e i successi. Il punto d’incontro tra queste due realtà è rappresentato da strumenti come il Private Equity.

Vediamo cos’è il Private Equity, come funziona e quali sono i suoi vantaggi.

Private Equity: che cos’è?

Il Private Equity è l’attività di investimento nel capitale di rischio di imprese non quotate, effettuata da investitori istituzionali con l’obiettivo di ottenere un guadagno derivante dalla quotazione in borsa dell’azienda stessa o dalla vendita della partecipazione acquisita. 

Nel concreto, l’attività di Private Equity non si limita solo all’apporto di capitale di rischio ma comprende anche altre attività connesse e strumentali per lo svolgimento della vita societaria, tra cui supporto al management e la condivisione di know-how ed esperienze professionali, contatti e altre relazioni istituzionali.

Private Equity: Come funziona?

Le operazioni di Private Equity partono dall’intenzione di un grande investitore o fondo di investimento (anche istituzionale) di finanziare determinate società non quotate nei mercati regolamentati. Il finanziamento del progetto dell’azienda Target si realizza in un arco temporale di almeno 5 anni e ha come finalità il raggiungimento di determinati obiettivi aziendali, concordati con l’imprenditore.

Dopo questa fase in cui vengono apportati capitali e/o competenze, l’investitore disinveste. Il disinvestimento può avvenire in diversi modi: con la vendita dei titoli ad un altro investitore istituzionale o società, con la quotazione in borsa dei titoli della partecipata o con il riacquisto della partecipazione da parte del gruppo imprenditoriale originario. Quando l’operazione si conclude con successo, l’investitore si assicura un cospicuo guadagno, ma si possono registrare grandi benefici anche per l’impresa finanziata, che può accedere a grandi capitali senza dover pagare gli alti interessi previsti dai prestiti bancari.

Così come gli investimenti in Private Equity possono portare a grandi guadagni per l’investitore, allo stesso modo possono comportare ingenti perdite. Si tratta spesso di operazioni ad alto rischio riservate a grandi magnati della finanza, fondi d’investimento, gruppi bancari e compagnie assicurative.

I vantaggi del Private Equity

I benefici del Private Equity sono molteplici, per gli imprenditori, per gli investitori e per tutto il sistema economico nel suo complesso. Analizziamo i diversi punti nel dettaglio, tenendo anche presente quelli che sono gli ultimi dati di mercato presentati da AIFI, l’associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt.

I vantaggi del Private Equity per le PMI

Il Private Equity si rivolge prevalentemente a PMI, con benefici chiari e impattanti. Le aziende supportate da Private Equity hanno storicamente sempre registrato un tasso di crescita superiore rispetto ad imprese non quotate di analoga dimensione. 

Aprire il capitale a un Private Equity, significa essere affiancati da esperti che consentano di pianificare strategicamente lo sviluppo dell’impresa, di avere un confronto sul Piano Industriale e di impostare al meglio la governance. Tutto questo, senza dover necessariamente cedere la maggioranza della proprietà. Mentre in passato i fondi di investimento acquisivano una partecipazione di maggioranza o addirittura la totalità dell’impresa, da diversi anni si sta affermando un nuovo modello di Private Equity con quote di minoranza qualificata, normalmente tra il 30 e il 40%.

I vantaggi del Private Equity per gli investitori

Gli investitori, invece, possono partecipare in prima persona ai successi delle imprese italiane, apportando risorse finanziarie e professionali. La possibilità di entrare nel capitale di rischio di imprese innovative e in forte crescita può inoltre portare a grossi ritorni in termini finanziari.

I vantaggi del Private Equity per l’economia italiana

I benefici del Private Equity si estendono a tutta la società: come ogni investimento in economia reale, supportare la crescita e lo sviluppo di imprese ad alto potenziale contribuisce in maniera concreta al progresso tecnologico e alla riduzione della disoccupazione. 

Il mercato M&A, nel 2022, è stato trainato dagli operatori di Private Equity. Nel 2022 sono state chiuse oltre 970 operazioni per un controvalore di 89,4 miliardi di €uro. Oltre un’acquisizione su tre è stata realizzata da fondi di Private Equity

Numerose le fonti dal quale si percepisce che nei prossimi 12 mesi gli operatori di Private Equity punteranno soprattutto sui settori della tecnologia, medicale e delle infrastrutture.

Private Equity e PNRR

Dopo un periodo in cui moltissime imprese hanno dovuto ridimensionare o arrestare le proprie attività, ora le prospettive di crescita del nostro paese sono decisamente più ottimistiche, in vista di un quinquennio di forte espansione spinto soprattutto a fronte delle risorse stanziate per gli interventi previsti dal PNRR.

Il plafond di risorse messo a disposizione dal PNRR consentirà di attivare capitali privati, moltiplicando i fondi a disposizione delle imprese e creando nuove prospettive di crescita sostenibile. In questo contesto, la finanza alternativa ha un ruolo centrale, perché consente di veicolare questi capitali privati verso le PMI in modo veloce ed efficiente attraverso strumenti quali direct lending, minibond e Private Equity.

In particolare, gli interventi di Private Equity possono essere uno strumento fondamentale per raggiungere alcuni degli obiettivi stabiliti dal PNRR, come ad esempio la digitalizzazione, la transizione ecologica, l’ICT, settori in cui il Private Equity è ormai una realtà consolidata e utilizzata da anni.

Conclusioni

La pandemia, la guerra, i rincari energetici e l’inflazione stanno mettendo a dura prova il tessuto produttivo e industriale italiano. Sarà fondamentale per molte aziende cogliere l’occasione per migliorare la propria struttura patrimoniale e finanziaria.

Questo renderà ancora più forte le aziende che riusciranno a creare un’adeguata struttura. Il “Made in Italy” ha un “valore unico” nel mercato, per il quale i consumatori di tutto il mondo sono disposti a pagare profumatamente.

Il ruolo dei fondi di Private Equity sarà strategico per seguire le ambizioni delle PMI nelle fasi di sviluppo sopratutto nelle fasi di: acquisizioni, espansione all’estero, investimenti in capacità produttiva e tutte attività che portano posti di lavoro e beneficio all’economia.

Consulenza di Matteo Rinaldi

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