Questa analisi è la chiave per il miglioramento continuo aziendale e per aumentare il grado di efficienza di ogni risorsa coinvolta nel processo.

2) Analisi del conto economico aziendale

L’obiettivo della riclassificazione è di ottenere una struttura del conto economico che raggruppi i conti secondo una logica gestionale, per misurare i margini, i risultati intermedi ed evidenziare i fattori critici che determinano il risultato d’esercizio.

A questo punto l’imprenditore e il management potranno capire dove sono i problemi e come gestirli. Da questa fase scaturiscono interventi volti a:

  1. separare i costi di produzione da quelli generali per calcolare il margine;
  2. distinguere tra costi fissi e variabili per calcolare il margine di contribuzione.
  3. monitorare i dati (costo del personale, oneri finanziari, spese generali).

3) Ridefinizione dei prezzi di vendita

Il prezzo di vendita di un prodotto o servizio non dovrebbe essere una decisione arbitraria e guidata dal profitto, dovrebbe essere equilibrata, equa e che tenga conto dell’identità aziendale, del marchio e della stabilità finanziaria.

Nel caso in esame, abbiamo affrontato le condizioni eccezionali di mercato avvenuti prevalentemente nel 2021 caratterizzate da una parte dall’aumento dei prezzi delle materie prime, e dall’altra dalla bassa redditività degli investimenti per aumentare la capacità produttiva degli impianti. La combinazione di questi due fattori ha richiesto la ridefinizione delle strategie di Pricing per guidare la crescita dei business e garantire una redditività adeguata.

4) Elaborazione di un Piano Strategico

Gli imprenditori che guidano un’azienda oggi devono porsi senza indugi. Progettazione, pianificazione e controllo sono requisiti imprescindibili oggi per costruire un’impresa di successo.

Dove e come sarà la mia impresa tra 3 anni?

Il Piano Strategico è un documento volto a rappresentare in ottica prospettica il progetto di sviluppo imprenditoriale, con l’intento di valutarne la fattibilità in relazione sia alla struttura aziendale nel quale tale progetto si inserisce, sia al contesto nel quale l’impresa proponente opera e di analizzarne quindi le possibili ricadute sulle principali scelte aziendali e sui suoi risultati economico-finanziari, sopratutto è anche un ottimo biglietto da visita con istituti di credito e investitori

5) Adeguamento degli affidamenti bancari

Siamo partiti dalla misurazione del Rating come fanno gli Istituti di Credito, sulla base degli ultimi dati ufficiali: bilancio; centrale rischi; analisi utilizzo affidamenti esistenti; verifica presenza degli elementi chiave qualitativi: innovazione e formazione, rating di legalità, brevetti, adeguamento 2086 2° comma C.C., piano strategico.

Il risultato che si è ottenuto non è solo il migliornamento del Rating, sopratutto è stato possibile comprendere i punti deboli e i correttivi necessari per avere tutti i parametri in ordine.

Consulenza Strategica: un percorso che richiede impegno ma che dà risultati

Una consulenza strategica non ha una durata definibile perché dipende dai tempi di reazione dell’imprenditore e della sua organizzazione aziendale. Maggiore è il coinvolgimento dell’imprenditore e prima arrivano i risultati attesi.

Nel caso specifico dell’azienda cliente è stato un percorso durato da settembre 2020 fino al 31 dicembre 2022. Un buon periodo di consulenza dovrebbe attestarsi tra i 12 e 18 mesi; dopodichè l’azienda deve camminare con i suoi passi.

Con l’azienda veneta i risultati si sono visti già dopo qualoche mese dall’inizio della collaborazione; l’azienda è passata da una situazione di perdita costante a quasi un pareggio di bilancio a fine 2021. Con le strategie adottate per il 2022 l’azienda avrà a disposizione tutti gli strumenti per produrre reddito, inizialemente stimato in un dato positivo del 3%, ma con una proiezione per il 2023/2024 del + 10%.

Conclusioni

Una volta Winston Churchill disse: “Non lasciare mai che una buona crisi vada sprecata“. Aveva perfettamente ragione…!

Crisi aziendali e problemi sono la tua migliore opportunità per migliorare le tue capacità, trovare nuove soluzioni e andare avanti con successo. Puoi far fronte a problemi (spese enormi, progetti non redditizi, dipendenti non produttivi, etc.), ma, prima di tutto, devi imparare a uscire dalla tua zona di comfort.

Per prima cosa, impara a controllarti. Un capo che urla al suo Team quando ci sono problemi non è un piacevole spettacolo da vedere, sopratutto non riesce neppure a motivare i suoi collaboratori. Dovrai diventare una persona più saggia (non ci sono alternative). Pacifica la tua rabbia e dirigi le tue emozioni verso la risoluzione dei problemi, non nella distruzione dell’azienda.

In secondo luogo, dovrai imparare a pensare in modo strategico e proattivo. Questo non solo ti aiuterà a prestare attenzione a ciò che veramente conta, ma ti trasformerà anche in un vero leader che controlla le situazioni di emergenza e non cede sotto pressione.

Terzo, impara ad essere flessibile e adattabile alle varie situazioni. Non puoi mai sapere cosa ci aspetta nella vita. Quindi, quando accadono situazioni inaspettate, ripensa al tuo obiettivo e vai avanti. Non attenerti a strategie che non funzionano più. Gestire le crisi significa imparare cose nuove. Usa queste nuove competenze per fare la differenza per la tua azienda e per le persone che ci lavorano.

Consulenza per il tuo caso 

Bene, se ti è piaciuto questo articolo puoi visionare il mio profilo e se lo desideri potrai contattarmi al seguente indirizzo e-mail: info@matteorinaldi.net e riceverai un’analisi di pre-fattibilità gratuita e non vincolante per valutare ed eventualmente accompagnarti nell’intero processo per allontanare una possibile crisi d’impresa o sconfiggerla del tutto.

[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]Questo passaggio ha 3 funzioni importanti:

  1. evidenzia gli errori nei conti e si procede con adeguate correzioni;
  2. ci fa comprendere come si muove l’azienda nella sua gestione ordinaria;
  3. fa emergere ogni situazione dei conti dell’azienda.
  4. Questa analisi è la chiave per il miglioramento continuo aziendale e per aumentare il grado di efficienza di ogni risorsa coinvolta nel processo.

2) Analisi del conto economico aziendale

L’obiettivo della riclassificazione è di ottenere una struttura del conto economico che raggruppi i conti secondo una logica gestionale, per misurare i margini, i risultati intermedi ed evidenziare i fattori critici che determinano il risultato d’esercizio.

A questo punto l’imprenditore e il management potranno capire dove sono i problemi e come gestirli. Da questa fase scaturiscono interventi volti a:

  1. separare i costi di produzione da quelli generali per calcolare il margine;
  2. distinguere tra costi fissi e variabili per calcolare il margine di contribuzione.
  3. monitorare i dati (costo del personale, oneri finanziari, spese generali).

3) Ridefinizione dei prezzi di vendita

Il prezzo di vendita di un prodotto o servizio non dovrebbe essere una decisione arbitraria e guidata dal profitto, dovrebbe essere equilibrata, equa e che tenga conto dell’identità aziendale, del marchio e della stabilità finanziaria.

Nel caso in esame, abbiamo affrontato le condizioni eccezionali di mercato avvenuti prevalentemente nel 2021 caratterizzate da una parte dall’aumento dei prezzi delle materie prime, e dall’altra dalla bassa redditività degli investimenti per aumentare la capacità produttiva degli impianti. La combinazione di questi due fattori ha richiesto la ridefinizione delle strategie di Pricing per guidare la crescita dei business e garantire una redditività adeguata.

4) Elaborazione di un Piano Strategico

Gli imprenditori che guidano un’azienda oggi devono porsi senza indugi. Progettazione, pianificazione e controllo sono requisiti imprescindibili oggi per costruire un’impresa di successo.

Dove e come sarà la mia impresa tra 3 anni?

Il Piano Strategico è un documento volto a rappresentare in ottica prospettica il progetto di sviluppo imprenditoriale, con l’intento di valutarne la fattibilità in relazione sia alla struttura aziendale nel quale tale progetto si inserisce, sia al contesto nel quale l’impresa proponente opera e di analizzarne quindi le possibili ricadute sulle principali scelte aziendali e sui suoi risultati economico-finanziari, sopratutto è anche un ottimo biglietto da visita con istituti di credito e investitori

5) Adeguamento degli affidamenti bancari

Siamo partiti dalla misurazione del Rating come fanno gli Istituti di Credito, sulla base degli ultimi dati ufficiali: bilancio; centrale rischi; analisi utilizzo affidamenti esistenti; verifica presenza degli elementi chiave qualitativi: innovazione e formazione, rating di legalità, brevetti, adeguamento 2086 2° comma C.C., piano strategico.

Il risultato che si è ottenuto non è solo il migliornamento del Rating, sopratutto è stato possibile comprendere i punti deboli e i correttivi necessari per avere tutti i parametri in ordine.

Consulenza Strategica: un percorso che richiede impegno ma che dà risultati

Una consulenza strategica non ha una durata definibile perché dipende dai tempi di reazione dell’imprenditore e della sua organizzazione aziendale. Maggiore è il coinvolgimento dell’imprenditore e prima arrivano i risultati attesi.

Nel caso specifico dell’azienda cliente è stato un percorso durato da settembre 2020 fino al 31 dicembre 2022. Un buon periodo di consulenza dovrebbe attestarsi tra i 12 e 18 mesi; dopodichè l’azienda deve camminare con i suoi passi.

Con l’azienda veneta i risultati si sono visti già dopo qualoche mese dall’inizio della collaborazione; l’azienda è passata da una situazione di perdita costante a quasi un pareggio di bilancio a fine 2021. Con le strategie adottate per il 2022 l’azienda avrà a disposizione tutti gli strumenti per produrre reddito, inizialemente stimato in un dato positivo del 3%, ma con una proiezione per il 2023/2024 del + 10%.

Conclusioni

Una volta Winston Churchill disse: “Non lasciare mai che una buona crisi vada sprecata“. Aveva perfettamente ragione…!

Crisi aziendali e problemi sono la tua migliore opportunità per migliorare le tue capacità, trovare nuove soluzioni e andare avanti con successo. Puoi far fronte a problemi (spese enormi, progetti non redditizi, dipendenti non produttivi, etc.), ma, prima di tutto, devi imparare a uscire dalla tua zona di comfort.

Per prima cosa, impara a controllarti. Un capo che urla al suo Team quando ci sono problemi non è un piacevole spettacolo da vedere, sopratutto non riesce neppure a motivare i suoi collaboratori. Dovrai diventare una persona più saggia (non ci sono alternative). Pacifica la tua rabbia e dirigi le tue emozioni verso la risoluzione dei problemi, non nella distruzione dell’azienda.

In secondo luogo, dovrai imparare a pensare in modo strategico e proattivo. Questo non solo ti aiuterà a prestare attenzione a ciò che veramente conta, ma ti trasformerà anche in un vero leader che controlla le situazioni di emergenza e non cede sotto pressione.

Terzo, impara ad essere flessibile e adattabile alle varie situazioni. Non puoi mai sapere cosa ci aspetta nella vita. Quindi, quando accadono situazioni inaspettate, ripensa al tuo obiettivo e vai avanti. Non attenerti a strategie che non funzionano più. Gestire le crisi significa imparare cose nuove. Usa queste nuove competenze per fare la differenza per la tua azienda e per le persone che ci lavorano.

Consulenza per il tuo caso 

Bene, se ti è piaciuto questo articolo puoi visionare il mio profilo e se lo desideri potrai contattarmi al seguente indirizzo e-mail: info@matteorinaldi.net e riceverai un’analisi di pre-fattibilità gratuita e non vincolante per valutare ed eventualmente accompagnarti nell’intero processo per allontanare una possibile crisi d’impresa o sconfiggerla del tutto.

[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]In questa fase si procede con un verifica e controllo dello stato di salute dell’azienda per avere una completa analisi per indici e margini con evidenza in rosso degli indicatori fuori parametro e per analizzare i flussi di liquidità anche con grafici.

Questo passaggio ha 3 funzioni importanti:

  1. evidenzia gli errori nei conti e si procede con adeguate correzioni;
  2. ci fa comprendere come si muove l’azienda nella sua gestione ordinaria;
  3. fa emergere ogni situazione dei conti dell’azienda.
  4. Questa analisi è la chiave per il miglioramento continuo aziendale e per aumentare il grado di efficienza di ogni risorsa coinvolta nel processo.

2) Analisi del conto economico aziendale

L’obiettivo della riclassificazione è di ottenere una struttura del conto economico che raggruppi i conti secondo una logica gestionale, per misurare i margini, i risultati intermedi ed evidenziare i fattori critici che determinano il risultato d’esercizio.

A questo punto l’imprenditore e il management potranno capire dove sono i problemi e come gestirli. Da questa fase scaturiscono interventi volti a:

  1. separare i costi di produzione da quelli generali per calcolare il margine;
  2. distinguere tra costi fissi e variabili per calcolare il margine di contribuzione.
  3. monitorare i dati (costo del personale, oneri finanziari, spese generali).

3) Ridefinizione dei prezzi di vendita

Il prezzo di vendita di un prodotto o servizio non dovrebbe essere una decisione arbitraria e guidata dal profitto, dovrebbe essere equilibrata, equa e che tenga conto dell’identità aziendale, del marchio e della stabilità finanziaria.

Nel caso in esame, abbiamo affrontato le condizioni eccezionali di mercato avvenuti prevalentemente nel 2021 caratterizzate da una parte dall’aumento dei prezzi delle materie prime, e dall’altra dalla bassa redditività degli investimenti per aumentare la capacità produttiva degli impianti. La combinazione di questi due fattori ha richiesto la ridefinizione delle strategie di Pricing per guidare la crescita dei business e garantire una redditività adeguata.

4) Elaborazione di un Piano Strategico

Gli imprenditori che guidano un’azienda oggi devono porsi senza indugi. Progettazione, pianificazione e controllo sono requisiti imprescindibili oggi per costruire un’impresa di successo.

Dove e come sarà la mia impresa tra 3 anni?

Il Piano Strategico è un documento volto a rappresentare in ottica prospettica il progetto di sviluppo imprenditoriale, con l’intento di valutarne la fattibilità in relazione sia alla struttura aziendale nel quale tale progetto si inserisce, sia al contesto nel quale l’impresa proponente opera e di analizzarne quindi le possibili ricadute sulle principali scelte aziendali e sui suoi risultati economico-finanziari, sopratutto è anche un ottimo biglietto da visita con istituti di credito e investitori

5) Adeguamento degli affidamenti bancari

Siamo partiti dalla misurazione del Rating come fanno gli Istituti di Credito, sulla base degli ultimi dati ufficiali: bilancio; centrale rischi; analisi utilizzo affidamenti esistenti; verifica presenza degli elementi chiave qualitativi: innovazione e formazione, rating di legalità, brevetti, adeguamento 2086 2° comma C.C., piano strategico.

Il risultato che si è ottenuto non è solo il migliornamento del Rating, sopratutto è stato possibile comprendere i punti deboli e i correttivi necessari per avere tutti i parametri in ordine.

Consulenza Strategica: un percorso che richiede impegno ma che dà risultati

Una consulenza strategica non ha una durata definibile perché dipende dai tempi di reazione dell’imprenditore e della sua organizzazione aziendale. Maggiore è il coinvolgimento dell’imprenditore e prima arrivano i risultati attesi.

Nel caso specifico dell’azienda cliente è stato un percorso durato da settembre 2020 fino al 31 dicembre 2022. Un buon periodo di consulenza dovrebbe attestarsi tra i 12 e 18 mesi; dopodichè l’azienda deve camminare con i suoi passi.

Con l’azienda veneta i risultati si sono visti già dopo qualoche mese dall’inizio della collaborazione; l’azienda è passata da una situazione di perdita costante a quasi un pareggio di bilancio a fine 2021. Con le strategie adottate per il 2022 l’azienda avrà a disposizione tutti gli strumenti per produrre reddito, inizialemente stimato in un dato positivo del 3%, ma con una proiezione per il 2023/2024 del + 10%.

Conclusioni

Una volta Winston Churchill disse: “Non lasciare mai che una buona crisi vada sprecata“. Aveva perfettamente ragione…!

Crisi aziendali e problemi sono la tua migliore opportunità per migliorare le tue capacità, trovare nuove soluzioni e andare avanti con successo. Puoi far fronte a problemi (spese enormi, progetti non redditizi, dipendenti non produttivi, etc.), ma, prima di tutto, devi imparare a uscire dalla tua zona di comfort.

Per prima cosa, impara a controllarti. Un capo che urla al suo Team quando ci sono problemi non è un piacevole spettacolo da vedere, sopratutto non riesce neppure a motivare i suoi collaboratori. Dovrai diventare una persona più saggia (non ci sono alternative). Pacifica la tua rabbia e dirigi le tue emozioni verso la risoluzione dei problemi, non nella distruzione dell’azienda.

In secondo luogo, dovrai imparare a pensare in modo strategico e proattivo. Questo non solo ti aiuterà a prestare attenzione a ciò che veramente conta, ma ti trasformerà anche in un vero leader che controlla le situazioni di emergenza e non cede sotto pressione.

Terzo, impara ad essere flessibile e adattabile alle varie situazioni. Non puoi mai sapere cosa ci aspetta nella vita. Quindi, quando accadono situazioni inaspettate, ripensa al tuo obiettivo e vai avanti. Non attenerti a strategie che non funzionano più. Gestire le crisi significa imparare cose nuove. Usa queste nuove competenze per fare la differenza per la tua azienda e per le persone che ci lavorano.

Consulenza per il tuo caso 

Bene, se ti è piaciuto questo articolo puoi visionare il mio profilo e se lo desideri potrai contattarmi al seguente indirizzo e-mail: info@matteorinaldi.net e riceverai un’analisi di pre-fattibilità gratuita e non vincolante per valutare ed eventualmente accompagnarti nell’intero processo per allontanare una possibile crisi d’impresa o sconfiggerla del tutto.

[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]Se volessimo elencare in ordine cronologico le azioni intraprese, avremmo 5 fondamentali passaggi strategici:

1) Analisi dei bilanci aziendali degli ultimi 3 anni

In questa fase si procede con un verifica e controllo dello stato di salute dell’azienda per avere una completa analisi per indici e margini con evidenza in rosso degli indicatori fuori parametro e per analizzare i flussi di liquidità anche con grafici.

Questo passaggio ha 3 funzioni importanti:

  1. evidenzia gli errori nei conti e si procede con adeguate correzioni;
  2. ci fa comprendere come si muove l’azienda nella sua gestione ordinaria;
  3. fa emergere ogni situazione dei conti dell’azienda.
  4. Questa analisi è la chiave per il miglioramento continuo aziendale e per aumentare il grado di efficienza di ogni risorsa coinvolta nel processo.

2) Analisi del conto economico aziendale

L’obiettivo della riclassificazione è di ottenere una struttura del conto economico che raggruppi i conti secondo una logica gestionale, per misurare i margini, i risultati intermedi ed evidenziare i fattori critici che determinano il risultato d’esercizio.

A questo punto l’imprenditore e il management potranno capire dove sono i problemi e come gestirli. Da questa fase scaturiscono interventi volti a:

  1. separare i costi di produzione da quelli generali per calcolare il margine;
  2. distinguere tra costi fissi e variabili per calcolare il margine di contribuzione.
  3. monitorare i dati (costo del personale, oneri finanziari, spese generali).

3) Ridefinizione dei prezzi di vendita

Il prezzo di vendita di un prodotto o servizio non dovrebbe essere una decisione arbitraria e guidata dal profitto, dovrebbe essere equilibrata, equa e che tenga conto dell’identità aziendale, del marchio e della stabilità finanziaria.

Nel caso in esame, abbiamo affrontato le condizioni eccezionali di mercato avvenuti prevalentemente nel 2021 caratterizzate da una parte dall’aumento dei prezzi delle materie prime, e dall’altra dalla bassa redditività degli investimenti per aumentare la capacità produttiva degli impianti. La combinazione di questi due fattori ha richiesto la ridefinizione delle strategie di Pricing per guidare la crescita dei business e garantire una redditività adeguata.

4) Elaborazione di un Piano Strategico

Gli imprenditori che guidano un’azienda oggi devono porsi senza indugi. Progettazione, pianificazione e controllo sono requisiti imprescindibili oggi per costruire un’impresa di successo.

Dove e come sarà la mia impresa tra 3 anni?

Il Piano Strategico è un documento volto a rappresentare in ottica prospettica il progetto di sviluppo imprenditoriale, con l’intento di valutarne la fattibilità in relazione sia alla struttura aziendale nel quale tale progetto si inserisce, sia al contesto nel quale l’impresa proponente opera e di analizzarne quindi le possibili ricadute sulle principali scelte aziendali e sui suoi risultati economico-finanziari, sopratutto è anche un ottimo biglietto da visita con istituti di credito e investitori

5) Adeguamento degli affidamenti bancari

Siamo partiti dalla misurazione del Rating come fanno gli Istituti di Credito, sulla base degli ultimi dati ufficiali: bilancio; centrale rischi; analisi utilizzo affidamenti esistenti; verifica presenza degli elementi chiave qualitativi: innovazione e formazione, rating di legalità, brevetti, adeguamento 2086 2° comma C.C., piano strategico.

Il risultato che si è ottenuto non è solo il migliornamento del Rating, sopratutto è stato possibile comprendere i punti deboli e i correttivi necessari per avere tutti i parametri in ordine.

Consulenza Strategica: un percorso che richiede impegno ma che dà risultati

Una consulenza strategica non ha una durata definibile perché dipende dai tempi di reazione dell’imprenditore e della sua organizzazione aziendale. Maggiore è il coinvolgimento dell’imprenditore e prima arrivano i risultati attesi.

Nel caso specifico dell’azienda cliente è stato un percorso durato da settembre 2020 fino al 31 dicembre 2022. Un buon periodo di consulenza dovrebbe attestarsi tra i 12 e 18 mesi; dopodichè l’azienda deve camminare con i suoi passi.

Con l’azienda veneta i risultati si sono visti già dopo qualoche mese dall’inizio della collaborazione; l’azienda è passata da una situazione di perdita costante a quasi un pareggio di bilancio a fine 2021. Con le strategie adottate per il 2022 l’azienda avrà a disposizione tutti gli strumenti per produrre reddito, inizialemente stimato in un dato positivo del 3%, ma con una proiezione per il 2023/2024 del + 10%.

Conclusioni

Una volta Winston Churchill disse: “Non lasciare mai che una buona crisi vada sprecata“. Aveva perfettamente ragione…!

Crisi aziendali e problemi sono la tua migliore opportunità per migliorare le tue capacità, trovare nuove soluzioni e andare avanti con successo. Puoi far fronte a problemi (spese enormi, progetti non redditizi, dipendenti non produttivi, etc.), ma, prima di tutto, devi imparare a uscire dalla tua zona di comfort.

Per prima cosa, impara a controllarti. Un capo che urla al suo Team quando ci sono problemi non è un piacevole spettacolo da vedere, sopratutto non riesce neppure a motivare i suoi collaboratori. Dovrai diventare una persona più saggia (non ci sono alternative). Pacifica la tua rabbia e dirigi le tue emozioni verso la risoluzione dei problemi, non nella distruzione dell’azienda.

In secondo luogo, dovrai imparare a pensare in modo strategico e proattivo. Questo non solo ti aiuterà a prestare attenzione a ciò che veramente conta, ma ti trasformerà anche in un vero leader che controlla le situazioni di emergenza e non cede sotto pressione.

Terzo, impara ad essere flessibile e adattabile alle varie situazioni. Non puoi mai sapere cosa ci aspetta nella vita. Quindi, quando accadono situazioni inaspettate, ripensa al tuo obiettivo e vai avanti. Non attenerti a strategie che non funzionano più. Gestire le crisi significa imparare cose nuove. Usa queste nuove competenze per fare la differenza per la tua azienda e per le persone che ci lavorano.

Consulenza per il tuo caso 

Bene, se ti è piaciuto questo articolo puoi visionare il mio profilo e se lo desideri potrai contattarmi al seguente indirizzo e-mail: info@matteorinaldi.net e riceverai un’analisi di pre-fattibilità gratuita e non vincolante per valutare ed eventualmente accompagnarti nell’intero processo per allontanare una possibile crisi d’impresa o sconfiggerla del tutto.

[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]Quando la situazione aziendale è critica, quando i numeri non sono positivi, quando i pareri su come risolvere le criticità sono contrastanti, quando la condizione è oggettivamente complessa e di difficile risoluzione, effettuiamo un vero e proprio check-up aziendale di tutta l’organizzazione, utile a rimettere insieme, oltre ai numeri di bilancio di esercizio, tutti i passaggi produttivi e finanziari avvenuti all’interno dell’azienda nel corso degli ultimi anni.

E’ in pratica una diagnosi aziendale che pone le basi per studiare e pianificare i miglioramenti da mettere in atto in futuro.

Se volessimo elencare in ordine cronologico le azioni intraprese, avremmo 5 fondamentali passaggi strategici:

1) Analisi dei bilanci aziendali degli ultimi 3 anni

In questa fase si procede con un verifica e controllo dello stato di salute dell’azienda per avere una completa analisi per indici e margini con evidenza in rosso degli indicatori fuori parametro e per analizzare i flussi di liquidità anche con grafici.

Questo passaggio ha 3 funzioni importanti:

  1. evidenzia gli errori nei conti e si procede con adeguate correzioni;
  2. ci fa comprendere come si muove l’azienda nella sua gestione ordinaria;
  3. fa emergere ogni situazione dei conti dell’azienda.
  4. Questa analisi è la chiave per il miglioramento continuo aziendale e per aumentare il grado di efficienza di ogni risorsa coinvolta nel processo.

2) Analisi del conto economico aziendale

L’obiettivo della riclassificazione è di ottenere una struttura del conto economico che raggruppi i conti secondo una logica gestionale, per misurare i margini, i risultati intermedi ed evidenziare i fattori critici che determinano il risultato d’esercizio.

A questo punto l’imprenditore e il management potranno capire dove sono i problemi e come gestirli. Da questa fase scaturiscono interventi volti a:

  1. separare i costi di produzione da quelli generali per calcolare il margine;
  2. distinguere tra costi fissi e variabili per calcolare il margine di contribuzione.
  3. monitorare i dati (costo del personale, oneri finanziari, spese generali).

3) Ridefinizione dei prezzi di vendita

Il prezzo di vendita di un prodotto o servizio non dovrebbe essere una decisione arbitraria e guidata dal profitto, dovrebbe essere equilibrata, equa e che tenga conto dell’identità aziendale, del marchio e della stabilità finanziaria.

Nel caso in esame, abbiamo affrontato le condizioni eccezionali di mercato avvenuti prevalentemente nel 2021 caratterizzate da una parte dall’aumento dei prezzi delle materie prime, e dall’altra dalla bassa redditività degli investimenti per aumentare la capacità produttiva degli impianti. La combinazione di questi due fattori ha richiesto la ridefinizione delle strategie di Pricing per guidare la crescita dei business e garantire una redditività adeguata.

4) Elaborazione di un Piano Strategico

Gli imprenditori che guidano un’azienda oggi devono porsi senza indugi. Progettazione, pianificazione e controllo sono requisiti imprescindibili oggi per costruire un’impresa di successo.

Dove e come sarà la mia impresa tra 3 anni?

Il Piano Strategico è un documento volto a rappresentare in ottica prospettica il progetto di sviluppo imprenditoriale, con l’intento di valutarne la fattibilità in relazione sia alla struttura aziendale nel quale tale progetto si inserisce, sia al contesto nel quale l’impresa proponente opera e di analizzarne quindi le possibili ricadute sulle principali scelte aziendali e sui suoi risultati economico-finanziari, sopratutto è anche un ottimo biglietto da visita con istituti di credito e investitori

5) Adeguamento degli affidamenti bancari

Siamo partiti dalla misurazione del Rating come fanno gli Istituti di Credito, sulla base degli ultimi dati ufficiali: bilancio; centrale rischi; analisi utilizzo affidamenti esistenti; verifica presenza degli elementi chiave qualitativi: innovazione e formazione, rating di legalità, brevetti, adeguamento 2086 2° comma C.C., piano strategico.

Il risultato che si è ottenuto non è solo il migliornamento del Rating, sopratutto è stato possibile comprendere i punti deboli e i correttivi necessari per avere tutti i parametri in ordine.

Consulenza Strategica: un percorso che richiede impegno ma che dà risultati

Una consulenza strategica non ha una durata definibile perché dipende dai tempi di reazione dell’imprenditore e della sua organizzazione aziendale. Maggiore è il coinvolgimento dell’imprenditore e prima arrivano i risultati attesi.

Nel caso specifico dell’azienda cliente è stato un percorso durato da settembre 2020 fino al 31 dicembre 2022. Un buon periodo di consulenza dovrebbe attestarsi tra i 12 e 18 mesi; dopodichè l’azienda deve camminare con i suoi passi.

Con l’azienda veneta i risultati si sono visti già dopo qualoche mese dall’inizio della collaborazione; l’azienda è passata da una situazione di perdita costante a quasi un pareggio di bilancio a fine 2021. Con le strategie adottate per il 2022 l’azienda avrà a disposizione tutti gli strumenti per produrre reddito, inizialemente stimato in un dato positivo del 3%, ma con una proiezione per il 2023/2024 del + 10%.

Conclusioni

Una volta Winston Churchill disse: “Non lasciare mai che una buona crisi vada sprecata“. Aveva perfettamente ragione…!

Crisi aziendali e problemi sono la tua migliore opportunità per migliorare le tue capacità, trovare nuove soluzioni e andare avanti con successo. Puoi far fronte a problemi (spese enormi, progetti non redditizi, dipendenti non produttivi, etc.), ma, prima di tutto, devi imparare a uscire dalla tua zona di comfort.

Per prima cosa, impara a controllarti. Un capo che urla al suo Team quando ci sono problemi non è un piacevole spettacolo da vedere, sopratutto non riesce neppure a motivare i suoi collaboratori. Dovrai diventare una persona più saggia (non ci sono alternative). Pacifica la tua rabbia e dirigi le tue emozioni verso la risoluzione dei problemi, non nella distruzione dell’azienda.

In secondo luogo, dovrai imparare a pensare in modo strategico e proattivo. Questo non solo ti aiuterà a prestare attenzione a ciò che veramente conta, ma ti trasformerà anche in un vero leader che controlla le situazioni di emergenza e non cede sotto pressione.

Terzo, impara ad essere flessibile e adattabile alle varie situazioni. Non puoi mai sapere cosa ci aspetta nella vita. Quindi, quando accadono situazioni inaspettate, ripensa al tuo obiettivo e vai avanti. Non attenerti a strategie che non funzionano più. Gestire le crisi significa imparare cose nuove. Usa queste nuove competenze per fare la differenza per la tua azienda e per le persone che ci lavorano.

Consulenza per il tuo caso 

Bene, se ti è piaciuto questo articolo puoi visionare il mio profilo e se lo desideri potrai contattarmi al seguente indirizzo e-mail: info@matteorinaldi.net e riceverai un’analisi di pre-fattibilità gratuita e non vincolante per valutare ed eventualmente accompagnarti nell’intero processo per allontanare una possibile crisi d’impresa o sconfiggerla del tutto.

[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]ll tempo è il fattore “chiave” nella gestione di una crisi aziendale.

Gestione della crisi: 5 passi fondamentali

Quando la situazione aziendale è critica, quando i numeri non sono positivi, quando i pareri su come risolvere le criticità sono contrastanti, quando la condizione è oggettivamente complessa e di difficile risoluzione, effettuiamo un vero e proprio check-up aziendale di tutta l’organizzazione, utile a rimettere insieme, oltre ai numeri di bilancio di esercizio, tutti i passaggi produttivi e finanziari avvenuti all’interno dell’azienda nel corso degli ultimi anni.

E’ in pratica una diagnosi aziendale che pone le basi per studiare e pianificare i miglioramenti da mettere in atto in futuro.

Se volessimo elencare in ordine cronologico le azioni intraprese, avremmo 5 fondamentali passaggi strategici:

1) Analisi dei bilanci aziendali degli ultimi 3 anni

In questa fase si procede con un verifica e controllo dello stato di salute dell’azienda per avere una completa analisi per indici e margini con evidenza in rosso degli indicatori fuori parametro e per analizzare i flussi di liquidità anche con grafici.

Questo passaggio ha 3 funzioni importanti:

  1. evidenzia gli errori nei conti e si procede con adeguate correzioni;
  2. ci fa comprendere come si muove l’azienda nella sua gestione ordinaria;
  3. fa emergere ogni situazione dei conti dell’azienda.
  4. Questa analisi è la chiave per il miglioramento continuo aziendale e per aumentare il grado di efficienza di ogni risorsa coinvolta nel processo.

2) Analisi del conto economico aziendale

L’obiettivo della riclassificazione è di ottenere una struttura del conto economico che raggruppi i conti secondo una logica gestionale, per misurare i margini, i risultati intermedi ed evidenziare i fattori critici che determinano il risultato d’esercizio.

A questo punto l’imprenditore e il management potranno capire dove sono i problemi e come gestirli. Da questa fase scaturiscono interventi volti a:

  1. separare i costi di produzione da quelli generali per calcolare il margine;
  2. distinguere tra costi fissi e variabili per calcolare il margine di contribuzione.
  3. monitorare i dati (costo del personale, oneri finanziari, spese generali).

3) Ridefinizione dei prezzi di vendita

Il prezzo di vendita di un prodotto o servizio non dovrebbe essere una decisione arbitraria e guidata dal profitto, dovrebbe essere equilibrata, equa e che tenga conto dell’identità aziendale, del marchio e della stabilità finanziaria.

Nel caso in esame, abbiamo affrontato le condizioni eccezionali di mercato avvenuti prevalentemente nel 2021 caratterizzate da una parte dall’aumento dei prezzi delle materie prime, e dall’altra dalla bassa redditività degli investimenti per aumentare la capacità produttiva degli impianti. La combinazione di questi due fattori ha richiesto la ridefinizione delle strategie di Pricing per guidare la crescita dei business e garantire una redditività adeguata.

4) Elaborazione di un Piano Strategico

Gli imprenditori che guidano un’azienda oggi devono porsi senza indugi. Progettazione, pianificazione e controllo sono requisiti imprescindibili oggi per costruire un’impresa di successo.

Dove e come sarà la mia impresa tra 3 anni?

Il Piano Strategico è un documento volto a rappresentare in ottica prospettica il progetto di sviluppo imprenditoriale, con l’intento di valutarne la fattibilità in relazione sia alla struttura aziendale nel quale tale progetto si inserisce, sia al contesto nel quale l’impresa proponente opera e di analizzarne quindi le possibili ricadute sulle principali scelte aziendali e sui suoi risultati economico-finanziari, sopratutto è anche un ottimo biglietto da visita con istituti di credito e investitori

5) Adeguamento degli affidamenti bancari

Siamo partiti dalla misurazione del Rating come fanno gli Istituti di Credito, sulla base degli ultimi dati ufficiali: bilancio; centrale rischi; analisi utilizzo affidamenti esistenti; verifica presenza degli elementi chiave qualitativi: innovazione e formazione, rating di legalità, brevetti, adeguamento 2086 2° comma C.C., piano strategico.

Il risultato che si è ottenuto non è solo il migliornamento del Rating, sopratutto è stato possibile comprendere i punti deboli e i correttivi necessari per avere tutti i parametri in ordine.

Consulenza Strategica: un percorso che richiede impegno ma che dà risultati

Una consulenza strategica non ha una durata definibile perché dipende dai tempi di reazione dell’imprenditore e della sua organizzazione aziendale. Maggiore è il coinvolgimento dell’imprenditore e prima arrivano i risultati attesi.

Nel caso specifico dell’azienda cliente è stato un percorso durato da settembre 2020 fino al 31 dicembre 2022. Un buon periodo di consulenza dovrebbe attestarsi tra i 12 e 18 mesi; dopodichè l’azienda deve camminare con i suoi passi.

Con l’azienda veneta i risultati si sono visti già dopo qualoche mese dall’inizio della collaborazione; l’azienda è passata da una situazione di perdita costante a quasi un pareggio di bilancio a fine 2021. Con le strategie adottate per il 2022 l’azienda avrà a disposizione tutti gli strumenti per produrre reddito, inizialemente stimato in un dato positivo del 3%, ma con una proiezione per il 2023/2024 del + 10%.

Conclusioni

Una volta Winston Churchill disse: “Non lasciare mai che una buona crisi vada sprecata“. Aveva perfettamente ragione…!

Crisi aziendali e problemi sono la tua migliore opportunità per migliorare le tue capacità, trovare nuove soluzioni e andare avanti con successo. Puoi far fronte a problemi (spese enormi, progetti non redditizi, dipendenti non produttivi, etc.), ma, prima di tutto, devi imparare a uscire dalla tua zona di comfort.

Per prima cosa, impara a controllarti. Un capo che urla al suo Team quando ci sono problemi non è un piacevole spettacolo da vedere, sopratutto non riesce neppure a motivare i suoi collaboratori. Dovrai diventare una persona più saggia (non ci sono alternative). Pacifica la tua rabbia e dirigi le tue emozioni verso la risoluzione dei problemi, non nella distruzione dell’azienda.

In secondo luogo, dovrai imparare a pensare in modo strategico e proattivo. Questo non solo ti aiuterà a prestare attenzione a ciò che veramente conta, ma ti trasformerà anche in un vero leader che controlla le situazioni di emergenza e non cede sotto pressione.

Terzo, impara ad essere flessibile e adattabile alle varie situazioni. Non puoi mai sapere cosa ci aspetta nella vita. Quindi, quando accadono situazioni inaspettate, ripensa al tuo obiettivo e vai avanti. Non attenerti a strategie che non funzionano più. Gestire le crisi significa imparare cose nuove. Usa queste nuove competenze per fare la differenza per la tua azienda e per le persone che ci lavorano.

Consulenza per il tuo caso 

Bene, se ti è piaciuto questo articolo puoi visionare il mio profilo e se lo desideri potrai contattarmi al seguente indirizzo e-mail: info@matteorinaldi.net e riceverai un’analisi di pre-fattibilità gratuita e non vincolante per valutare ed eventualmente accompagnarti nell’intero processo per allontanare una possibile crisi d’impresa o sconfiggerla del tutto.

[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]La crisi aziendale non gestita per tempo può sfociare in una crisi finanziaria e nei casi più gravi in uno stato di insolvenza conclamato e quindi in una procedura concorsuale oppure nella perdita della proprietà della società attraverso una cessione a terzi.

ll tempo è il fattore “chiave” nella gestione di una crisi aziendale.

Gestione della crisi: 5 passi fondamentali

Quando la situazione aziendale è critica, quando i numeri non sono positivi, quando i pareri su come risolvere le criticità sono contrastanti, quando la condizione è oggettivamente complessa e di difficile risoluzione, effettuiamo un vero e proprio check-up aziendale di tutta l’organizzazione, utile a rimettere insieme, oltre ai numeri di bilancio di esercizio, tutti i passaggi produttivi e finanziari avvenuti all’interno dell’azienda nel corso degli ultimi anni.

E’ in pratica una diagnosi aziendale che pone le basi per studiare e pianificare i miglioramenti da mettere in atto in futuro.

Se volessimo elencare in ordine cronologico le azioni intraprese, avremmo 5 fondamentali passaggi strategici:

1) Analisi dei bilanci aziendali degli ultimi 3 anni

In questa fase si procede con un verifica e controllo dello stato di salute dell’azienda per avere una completa analisi per indici e margini con evidenza in rosso degli indicatori fuori parametro e per analizzare i flussi di liquidità anche con grafici.

Questo passaggio ha 3 funzioni importanti:

  1. evidenzia gli errori nei conti e si procede con adeguate correzioni;
  2. ci fa comprendere come si muove l’azienda nella sua gestione ordinaria;
  3. fa emergere ogni situazione dei conti dell’azienda.
  4. Questa analisi è la chiave per il miglioramento continuo aziendale e per aumentare il grado di efficienza di ogni risorsa coinvolta nel processo.

2) Analisi del conto economico aziendale

L’obiettivo della riclassificazione è di ottenere una struttura del conto economico che raggruppi i conti secondo una logica gestionale, per misurare i margini, i risultati intermedi ed evidenziare i fattori critici che determinano il risultato d’esercizio.

A questo punto l’imprenditore e il management potranno capire dove sono i problemi e come gestirli. Da questa fase scaturiscono interventi volti a:

  1. separare i costi di produzione da quelli generali per calcolare il margine;
  2. distinguere tra costi fissi e variabili per calcolare il margine di contribuzione.
  3. monitorare i dati (costo del personale, oneri finanziari, spese generali).

3) Ridefinizione dei prezzi di vendita

Il prezzo di vendita di un prodotto o servizio non dovrebbe essere una decisione arbitraria e guidata dal profitto, dovrebbe essere equilibrata, equa e che tenga conto dell’identità aziendale, del marchio e della stabilità finanziaria.

Nel caso in esame, abbiamo affrontato le condizioni eccezionali di mercato avvenuti prevalentemente nel 2021 caratterizzate da una parte dall’aumento dei prezzi delle materie prime, e dall’altra dalla bassa redditività degli investimenti per aumentare la capacità produttiva degli impianti. La combinazione di questi due fattori ha richiesto la ridefinizione delle strategie di Pricing per guidare la crescita dei business e garantire una redditività adeguata.

4) Elaborazione di un Piano Strategico

Gli imprenditori che guidano un’azienda oggi devono porsi senza indugi. Progettazione, pianificazione e controllo sono requisiti imprescindibili oggi per costruire un’impresa di successo.

Dove e come sarà la mia impresa tra 3 anni?

Il Piano Strategico è un documento volto a rappresentare in ottica prospettica il progetto di sviluppo imprenditoriale, con l’intento di valutarne la fattibilità in relazione sia alla struttura aziendale nel quale tale progetto si inserisce, sia al contesto nel quale l’impresa proponente opera e di analizzarne quindi le possibili ricadute sulle principali scelte aziendali e sui suoi risultati economico-finanziari, sopratutto è anche un ottimo biglietto da visita con istituti di credito e investitori

5) Adeguamento degli affidamenti bancari

Siamo partiti dalla misurazione del Rating come fanno gli Istituti di Credito, sulla base degli ultimi dati ufficiali: bilancio; centrale rischi; analisi utilizzo affidamenti esistenti; verifica presenza degli elementi chiave qualitativi: innovazione e formazione, rating di legalità, brevetti, adeguamento 2086 2° comma C.C., piano strategico.

Il risultato che si è ottenuto non è solo il migliornamento del Rating, sopratutto è stato possibile comprendere i punti deboli e i correttivi necessari per avere tutti i parametri in ordine.

Consulenza Strategica: un percorso che richiede impegno ma che dà risultati

Una consulenza strategica non ha una durata definibile perché dipende dai tempi di reazione dell’imprenditore e della sua organizzazione aziendale. Maggiore è il coinvolgimento dell’imprenditore e prima arrivano i risultati attesi.

Nel caso specifico dell’azienda cliente è stato un percorso durato da settembre 2020 fino al 31 dicembre 2022. Un buon periodo di consulenza dovrebbe attestarsi tra i 12 e 18 mesi; dopodichè l’azienda deve camminare con i suoi passi.

Con l’azienda veneta i risultati si sono visti già dopo qualoche mese dall’inizio della collaborazione; l’azienda è passata da una situazione di perdita costante a quasi un pareggio di bilancio a fine 2021. Con le strategie adottate per il 2022 l’azienda avrà a disposizione tutti gli strumenti per produrre reddito, inizialemente stimato in un dato positivo del 3%, ma con una proiezione per il 2023/2024 del + 10%.

Conclusioni

Una volta Winston Churchill disse: “Non lasciare mai che una buona crisi vada sprecata“. Aveva perfettamente ragione…!

Crisi aziendali e problemi sono la tua migliore opportunità per migliorare le tue capacità, trovare nuove soluzioni e andare avanti con successo. Puoi far fronte a problemi (spese enormi, progetti non redditizi, dipendenti non produttivi, etc.), ma, prima di tutto, devi imparare a uscire dalla tua zona di comfort.

Per prima cosa, impara a controllarti. Un capo che urla al suo Team quando ci sono problemi non è un piacevole spettacolo da vedere, sopratutto non riesce neppure a motivare i suoi collaboratori. Dovrai diventare una persona più saggia (non ci sono alternative). Pacifica la tua rabbia e dirigi le tue emozioni verso la risoluzione dei problemi, non nella distruzione dell’azienda.

In secondo luogo, dovrai imparare a pensare in modo strategico e proattivo. Questo non solo ti aiuterà a prestare attenzione a ciò che veramente conta, ma ti trasformerà anche in un vero leader che controlla le situazioni di emergenza e non cede sotto pressione.

Terzo, impara ad essere flessibile e adattabile alle varie situazioni. Non puoi mai sapere cosa ci aspetta nella vita. Quindi, quando accadono situazioni inaspettate, ripensa al tuo obiettivo e vai avanti. Non attenerti a strategie che non funzionano più. Gestire le crisi significa imparare cose nuove. Usa queste nuove competenze per fare la differenza per la tua azienda e per le persone che ci lavorano.

Consulenza per il tuo caso 

Bene, se ti è piaciuto questo articolo puoi visionare il mio profilo e se lo desideri potrai contattarmi al seguente indirizzo e-mail: info@matteorinaldi.net e riceverai un’analisi di pre-fattibilità gratuita e non vincolante per valutare ed eventualmente accompagnarti nell’intero processo per allontanare una possibile crisi d’impresa o sconfiggerla del tutto.

[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]La crisi aziendale è un fenomeno complesso, che si presenta spesso con una molteplicità di “sintomi” e di cause scatenanti: una gestione caratteristica incapace di produrre risultati positivi, la fuoriuscita di persone chiave dall’organizzazione aziendale, cambiamenti strutturali del mercato di riferimento, difficoltà a ottenere o rinnovare le linee di credito bancarie e commerciali.

La crisi aziendale non gestita per tempo può sfociare in una crisi finanziaria e nei casi più gravi in uno stato di insolvenza conclamato e quindi in una procedura concorsuale oppure nella perdita della proprietà della società attraverso una cessione a terzi.

ll tempo è il fattore “chiave” nella gestione di una crisi aziendale.

Gestione della crisi: 5 passi fondamentali

Quando la situazione aziendale è critica, quando i numeri non sono positivi, quando i pareri su come risolvere le criticità sono contrastanti, quando la condizione è oggettivamente complessa e di difficile risoluzione, effettuiamo un vero e proprio check-up aziendale di tutta l’organizzazione, utile a rimettere insieme, oltre ai numeri di bilancio di esercizio, tutti i passaggi produttivi e finanziari avvenuti all’interno dell’azienda nel corso degli ultimi anni.

E’ in pratica una diagnosi aziendale che pone le basi per studiare e pianificare i miglioramenti da mettere in atto in futuro.

Se volessimo elencare in ordine cronologico le azioni intraprese, avremmo 5 fondamentali passaggi strategici:

1) Analisi dei bilanci aziendali degli ultimi 3 anni

In questa fase si procede con un verifica e controllo dello stato di salute dell’azienda per avere una completa analisi per indici e margini con evidenza in rosso degli indicatori fuori parametro e per analizzare i flussi di liquidità anche con grafici.

Questo passaggio ha 3 funzioni importanti:

  1. evidenzia gli errori nei conti e si procede con adeguate correzioni;
  2. ci fa comprendere come si muove l’azienda nella sua gestione ordinaria;
  3. fa emergere ogni situazione dei conti dell’azienda.
  4. Questa analisi è la chiave per il miglioramento continuo aziendale e per aumentare il grado di efficienza di ogni risorsa coinvolta nel processo.

2) Analisi del conto economico aziendale

L’obiettivo della riclassificazione è di ottenere una struttura del conto economico che raggruppi i conti secondo una logica gestionale, per misurare i margini, i risultati intermedi ed evidenziare i fattori critici che determinano il risultato d’esercizio.

A questo punto l’imprenditore e il management potranno capire dove sono i problemi e come gestirli. Da questa fase scaturiscono interventi volti a:

  1. separare i costi di produzione da quelli generali per calcolare il margine;
  2. distinguere tra costi fissi e variabili per calcolare il margine di contribuzione.
  3. monitorare i dati (costo del personale, oneri finanziari, spese generali).

3) Ridefinizione dei prezzi di vendita

Il prezzo di vendita di un prodotto o servizio non dovrebbe essere una decisione arbitraria e guidata dal profitto, dovrebbe essere equilibrata, equa e che tenga conto dell’identità aziendale, del marchio e della stabilità finanziaria.

Nel caso in esame, abbiamo affrontato le condizioni eccezionali di mercato avvenuti prevalentemente nel 2021 caratterizzate da una parte dall’aumento dei prezzi delle materie prime, e dall’altra dalla bassa redditività degli investimenti per aumentare la capacità produttiva degli impianti. La combinazione di questi due fattori ha richiesto la ridefinizione delle strategie di Pricing per guidare la crescita dei business e garantire una redditività adeguata.

4) Elaborazione di un Piano Strategico

Gli imprenditori che guidano un’azienda oggi devono porsi senza indugi. Progettazione, pianificazione e controllo sono requisiti imprescindibili oggi per costruire un’impresa di successo.

Dove e come sarà la mia impresa tra 3 anni?

Il Piano Strategico è un documento volto a rappresentare in ottica prospettica il progetto di sviluppo imprenditoriale, con l’intento di valutarne la fattibilità in relazione sia alla struttura aziendale nel quale tale progetto si inserisce, sia al contesto nel quale l’impresa proponente opera e di analizzarne quindi le possibili ricadute sulle principali scelte aziendali e sui suoi risultati economico-finanziari, sopratutto è anche un ottimo biglietto da visita con istituti di credito e investitori

5) Adeguamento degli affidamenti bancari

Siamo partiti dalla misurazione del Rating come fanno gli Istituti di Credito, sulla base degli ultimi dati ufficiali: bilancio; centrale rischi; analisi utilizzo affidamenti esistenti; verifica presenza degli elementi chiave qualitativi: innovazione e formazione, rating di legalità, brevetti, adeguamento 2086 2° comma C.C., piano strategico.

Il risultato che si è ottenuto non è solo il migliornamento del Rating, sopratutto è stato possibile comprendere i punti deboli e i correttivi necessari per avere tutti i parametri in ordine.

Consulenza Strategica: un percorso che richiede impegno ma che dà risultati

Una consulenza strategica non ha una durata definibile perché dipende dai tempi di reazione dell’imprenditore e della sua organizzazione aziendale. Maggiore è il coinvolgimento dell’imprenditore e prima arrivano i risultati attesi.

Nel caso specifico dell’azienda cliente è stato un percorso durato da settembre 2020 fino al 31 dicembre 2022. Un buon periodo di consulenza dovrebbe attestarsi tra i 12 e 18 mesi; dopodichè l’azienda deve camminare con i suoi passi.

Con l’azienda veneta i risultati si sono visti già dopo qualoche mese dall’inizio della collaborazione; l’azienda è passata da una situazione di perdita costante a quasi un pareggio di bilancio a fine 2021. Con le strategie adottate per il 2022 l’azienda avrà a disposizione tutti gli strumenti per produrre reddito, inizialemente stimato in un dato positivo del 3%, ma con una proiezione per il 2023/2024 del + 10%.

Conclusioni

Una volta Winston Churchill disse: “Non lasciare mai che una buona crisi vada sprecata“. Aveva perfettamente ragione…!

Crisi aziendali e problemi sono la tua migliore opportunità per migliorare le tue capacità, trovare nuove soluzioni e andare avanti con successo. Puoi far fronte a problemi (spese enormi, progetti non redditizi, dipendenti non produttivi, etc.), ma, prima di tutto, devi imparare a uscire dalla tua zona di comfort.

Per prima cosa, impara a controllarti. Un capo che urla al suo Team quando ci sono problemi non è un piacevole spettacolo da vedere, sopratutto non riesce neppure a motivare i suoi collaboratori. Dovrai diventare una persona più saggia (non ci sono alternative). Pacifica la tua rabbia e dirigi le tue emozioni verso la risoluzione dei problemi, non nella distruzione dell’azienda.

In secondo luogo, dovrai imparare a pensare in modo strategico e proattivo. Questo non solo ti aiuterà a prestare attenzione a ciò che veramente conta, ma ti trasformerà anche in un vero leader che controlla le situazioni di emergenza e non cede sotto pressione.

Terzo, impara ad essere flessibile e adattabile alle varie situazioni. Non puoi mai sapere cosa ci aspetta nella vita. Quindi, quando accadono situazioni inaspettate, ripensa al tuo obiettivo e vai avanti. Non attenerti a strategie che non funzionano più. Gestire le crisi significa imparare cose nuove. Usa queste nuove competenze per fare la differenza per la tua azienda e per le persone che ci lavorano.

Consulenza per il tuo caso 

Bene, se ti è piaciuto questo articolo puoi visionare il mio profilo e se lo desideri potrai contattarmi al seguente indirizzo e-mail: info@matteorinaldi.net e riceverai un’analisi di pre-fattibilità gratuita e non vincolante per valutare ed eventualmente accompagnarti nell’intero processo per allontanare una possibile crisi d’impresa o sconfiggerla del tutto.

[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]Questa situazione, durata nel tempo, ha trascinato l’azienda in una grave situazione di difficoltà finanziaria, apparentemente senza via d’uscita. Come spesso accade in questi casi, ti senti in trappola: da solo non riesci a capire l’origine del problema, ma allo stesso tempo sai che non puoi contare sull’appoggio di persone che hai attorno.

La crisi aziendale è un fenomeno complesso, che si presenta spesso con una molteplicità di “sintomi” e di cause scatenanti: una gestione caratteristica incapace di produrre risultati positivi, la fuoriuscita di persone chiave dall’organizzazione aziendale, cambiamenti strutturali del mercato di riferimento, difficoltà a ottenere o rinnovare le linee di credito bancarie e commerciali.

La crisi aziendale non gestita per tempo può sfociare in una crisi finanziaria e nei casi più gravi in uno stato di insolvenza conclamato e quindi in una procedura concorsuale oppure nella perdita della proprietà della società attraverso una cessione a terzi.

ll tempo è il fattore “chiave” nella gestione di una crisi aziendale.

Gestione della crisi: 5 passi fondamentali

Quando la situazione aziendale è critica, quando i numeri non sono positivi, quando i pareri su come risolvere le criticità sono contrastanti, quando la condizione è oggettivamente complessa e di difficile risoluzione, effettuiamo un vero e proprio check-up aziendale di tutta l’organizzazione, utile a rimettere insieme, oltre ai numeri di bilancio di esercizio, tutti i passaggi produttivi e finanziari avvenuti all’interno dell’azienda nel corso degli ultimi anni.

E’ in pratica una diagnosi aziendale che pone le basi per studiare e pianificare i miglioramenti da mettere in atto in futuro.

Se volessimo elencare in ordine cronologico le azioni intraprese, avremmo 5 fondamentali passaggi strategici:

1) Analisi dei bilanci aziendali degli ultimi 3 anni

In questa fase si procede con un verifica e controllo dello stato di salute dell’azienda per avere una completa analisi per indici e margini con evidenza in rosso degli indicatori fuori parametro e per analizzare i flussi di liquidità anche con grafici.

Questo passaggio ha 3 funzioni importanti:

  1. evidenzia gli errori nei conti e si procede con adeguate correzioni;
  2. ci fa comprendere come si muove l’azienda nella sua gestione ordinaria;
  3. fa emergere ogni situazione dei conti dell’azienda.
  4. Questa analisi è la chiave per il miglioramento continuo aziendale e per aumentare il grado di efficienza di ogni risorsa coinvolta nel processo.

2) Analisi del conto economico aziendale

L’obiettivo della riclassificazione è di ottenere una struttura del conto economico che raggruppi i conti secondo una logica gestionale, per misurare i margini, i risultati intermedi ed evidenziare i fattori critici che determinano il risultato d’esercizio.

A questo punto l’imprenditore e il management potranno capire dove sono i problemi e come gestirli. Da questa fase scaturiscono interventi volti a:

  1. separare i costi di produzione da quelli generali per calcolare il margine;
  2. distinguere tra costi fissi e variabili per calcolare il margine di contribuzione.
  3. monitorare i dati (costo del personale, oneri finanziari, spese generali).

3) Ridefinizione dei prezzi di vendita

Il prezzo di vendita di un prodotto o servizio non dovrebbe essere una decisione arbitraria e guidata dal profitto, dovrebbe essere equilibrata, equa e che tenga conto dell’identità aziendale, del marchio e della stabilità finanziaria.

Nel caso in esame, abbiamo affrontato le condizioni eccezionali di mercato avvenuti prevalentemente nel 2021 caratterizzate da una parte dall’aumento dei prezzi delle materie prime, e dall’altra dalla bassa redditività degli investimenti per aumentare la capacità produttiva degli impianti. La combinazione di questi due fattori ha richiesto la ridefinizione delle strategie di Pricing per guidare la crescita dei business e garantire una redditività adeguata.

4) Elaborazione di un Piano Strategico

Gli imprenditori che guidano un’azienda oggi devono porsi senza indugi. Progettazione, pianificazione e controllo sono requisiti imprescindibili oggi per costruire un’impresa di successo.

Dove e come sarà la mia impresa tra 3 anni?

Il Piano Strategico è un documento volto a rappresentare in ottica prospettica il progetto di sviluppo imprenditoriale, con l’intento di valutarne la fattibilità in relazione sia alla struttura aziendale nel quale tale progetto si inserisce, sia al contesto nel quale l’impresa proponente opera e di analizzarne quindi le possibili ricadute sulle principali scelte aziendali e sui suoi risultati economico-finanziari, sopratutto è anche un ottimo biglietto da visita con istituti di credito e investitori

5) Adeguamento degli affidamenti bancari

Siamo partiti dalla misurazione del Rating come fanno gli Istituti di Credito, sulla base degli ultimi dati ufficiali: bilancio; centrale rischi; analisi utilizzo affidamenti esistenti; verifica presenza degli elementi chiave qualitativi: innovazione e formazione, rating di legalità, brevetti, adeguamento 2086 2° comma C.C., piano strategico.

Il risultato che si è ottenuto non è solo il migliornamento del Rating, sopratutto è stato possibile comprendere i punti deboli e i correttivi necessari per avere tutti i parametri in ordine.

Consulenza Strategica: un percorso che richiede impegno ma che dà risultati

Una consulenza strategica non ha una durata definibile perché dipende dai tempi di reazione dell’imprenditore e della sua organizzazione aziendale. Maggiore è il coinvolgimento dell’imprenditore e prima arrivano i risultati attesi.

Nel caso specifico dell’azienda cliente è stato un percorso durato da settembre 2020 fino al 31 dicembre 2022. Un buon periodo di consulenza dovrebbe attestarsi tra i 12 e 18 mesi; dopodichè l’azienda deve camminare con i suoi passi.

Con l’azienda veneta i risultati si sono visti già dopo qualoche mese dall’inizio della collaborazione; l’azienda è passata da una situazione di perdita costante a quasi un pareggio di bilancio a fine 2021. Con le strategie adottate per il 2022 l’azienda avrà a disposizione tutti gli strumenti per produrre reddito, inizialemente stimato in un dato positivo del 3%, ma con una proiezione per il 2023/2024 del + 10%.

Conclusioni

Una volta Winston Churchill disse: “Non lasciare mai che una buona crisi vada sprecata“. Aveva perfettamente ragione…!

Crisi aziendali e problemi sono la tua migliore opportunità per migliorare le tue capacità, trovare nuove soluzioni e andare avanti con successo. Puoi far fronte a problemi (spese enormi, progetti non redditizi, dipendenti non produttivi, etc.), ma, prima di tutto, devi imparare a uscire dalla tua zona di comfort.

Per prima cosa, impara a controllarti. Un capo che urla al suo Team quando ci sono problemi non è un piacevole spettacolo da vedere, sopratutto non riesce neppure a motivare i suoi collaboratori. Dovrai diventare una persona più saggia (non ci sono alternative). Pacifica la tua rabbia e dirigi le tue emozioni verso la risoluzione dei problemi, non nella distruzione dell’azienda.

In secondo luogo, dovrai imparare a pensare in modo strategico e proattivo. Questo non solo ti aiuterà a prestare attenzione a ciò che veramente conta, ma ti trasformerà anche in un vero leader che controlla le situazioni di emergenza e non cede sotto pressione.

Terzo, impara ad essere flessibile e adattabile alle varie situazioni. Non puoi mai sapere cosa ci aspetta nella vita. Quindi, quando accadono situazioni inaspettate, ripensa al tuo obiettivo e vai avanti. Non attenerti a strategie che non funzionano più. Gestire le crisi significa imparare cose nuove. Usa queste nuove competenze per fare la differenza per la tua azienda e per le persone che ci lavorano.

Consulenza per il tuo caso 

Bene, se ti è piaciuto questo articolo puoi visionare il mio profilo e se lo desideri potrai contattarmi al seguente indirizzo e-mail: info@matteorinaldi.net e riceverai un’analisi di pre-fattibilità gratuita e non vincolante per valutare ed eventualmente accompagnarti nell’intero processo per allontanare una possibile crisi d’impresa o sconfiggerla del tutto.

[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]Qui troverai un caso concreto di un’azienda veneta operante nel settore della meccanica che si è rivolta a noi nel 2021; una crisi aziendale da manuale, ovvero, una riduzione dei volumi d’affari conseguente alla crisi economica nel periodo Covid.

Questa situazione, durata nel tempo, ha trascinato l’azienda in una grave situazione di difficoltà finanziaria, apparentemente senza via d’uscita. Come spesso accade in questi casi, ti senti in trappola: da solo non riesci a capire l’origine del problema, ma allo stesso tempo sai che non puoi contare sull’appoggio di persone che hai attorno.

La crisi aziendale è un fenomeno complesso, che si presenta spesso con una molteplicità di “sintomi” e di cause scatenanti: una gestione caratteristica incapace di produrre risultati positivi, la fuoriuscita di persone chiave dall’organizzazione aziendale, cambiamenti strutturali del mercato di riferimento, difficoltà a ottenere o rinnovare le linee di credito bancarie e commerciali.

La crisi aziendale non gestita per tempo può sfociare in una crisi finanziaria e nei casi più gravi in uno stato di insolvenza conclamato e quindi in una procedura concorsuale oppure nella perdita della proprietà della società attraverso una cessione a terzi.

ll tempo è il fattore “chiave” nella gestione di una crisi aziendale.

Gestione della crisi: 5 passi fondamentali

Quando la situazione aziendale è critica, quando i numeri non sono positivi, quando i pareri su come risolvere le criticità sono contrastanti, quando la condizione è oggettivamente complessa e di difficile risoluzione, effettuiamo un vero e proprio check-up aziendale di tutta l’organizzazione, utile a rimettere insieme, oltre ai numeri di bilancio di esercizio, tutti i passaggi produttivi e finanziari avvenuti all’interno dell’azienda nel corso degli ultimi anni.

E’ in pratica una diagnosi aziendale che pone le basi per studiare e pianificare i miglioramenti da mettere in atto in futuro.

Se volessimo elencare in ordine cronologico le azioni intraprese, avremmo 5 fondamentali passaggi strategici:

1) Analisi dei bilanci aziendali degli ultimi 3 anni

In questa fase si procede con un verifica e controllo dello stato di salute dell’azienda per avere una completa analisi per indici e margini con evidenza in rosso degli indicatori fuori parametro e per analizzare i flussi di liquidità anche con grafici.

Questo passaggio ha 3 funzioni importanti:

  1. evidenzia gli errori nei conti e si procede con adeguate correzioni;
  2. ci fa comprendere come si muove l’azienda nella sua gestione ordinaria;
  3. fa emergere ogni situazione dei conti dell’azienda.
  4. Questa analisi è la chiave per il miglioramento continuo aziendale e per aumentare il grado di efficienza di ogni risorsa coinvolta nel processo.

2) Analisi del conto economico aziendale

L’obiettivo della riclassificazione è di ottenere una struttura del conto economico che raggruppi i conti secondo una logica gestionale, per misurare i margini, i risultati intermedi ed evidenziare i fattori critici che determinano il risultato d’esercizio.

A questo punto l’imprenditore e il management potranno capire dove sono i problemi e come gestirli. Da questa fase scaturiscono interventi volti a:

  1. separare i costi di produzione da quelli generali per calcolare il margine;
  2. distinguere tra costi fissi e variabili per calcolare il margine di contribuzione.
  3. monitorare i dati (costo del personale, oneri finanziari, spese generali).

3) Ridefinizione dei prezzi di vendita

Il prezzo di vendita di un prodotto o servizio non dovrebbe essere una decisione arbitraria e guidata dal profitto, dovrebbe essere equilibrata, equa e che tenga conto dell’identità aziendale, del marchio e della stabilità finanziaria.

Nel caso in esame, abbiamo affrontato le condizioni eccezionali di mercato avvenuti prevalentemente nel 2021 caratterizzate da una parte dall’aumento dei prezzi delle materie prime, e dall’altra dalla bassa redditività degli investimenti per aumentare la capacità produttiva degli impianti. La combinazione di questi due fattori ha richiesto la ridefinizione delle strategie di Pricing per guidare la crescita dei business e garantire una redditività adeguata.

4) Elaborazione di un Piano Strategico

Gli imprenditori che guidano un’azienda oggi devono porsi senza indugi. Progettazione, pianificazione e controllo sono requisiti imprescindibili oggi per costruire un’impresa di successo.

Dove e come sarà la mia impresa tra 3 anni?

Il Piano Strategico è un documento volto a rappresentare in ottica prospettica il progetto di sviluppo imprenditoriale, con l’intento di valutarne la fattibilità in relazione sia alla struttura aziendale nel quale tale progetto si inserisce, sia al contesto nel quale l’impresa proponente opera e di analizzarne quindi le possibili ricadute sulle principali scelte aziendali e sui suoi risultati economico-finanziari, sopratutto è anche un ottimo biglietto da visita con istituti di credito e investitori

5) Adeguamento degli affidamenti bancari

Siamo partiti dalla misurazione del Rating come fanno gli Istituti di Credito, sulla base degli ultimi dati ufficiali: bilancio; centrale rischi; analisi utilizzo affidamenti esistenti; verifica presenza degli elementi chiave qualitativi: innovazione e formazione, rating di legalità, brevetti, adeguamento 2086 2° comma C.C., piano strategico.

Il risultato che si è ottenuto non è solo il migliornamento del Rating, sopratutto è stato possibile comprendere i punti deboli e i correttivi necessari per avere tutti i parametri in ordine.

Consulenza Strategica: un percorso che richiede impegno ma che dà risultati

Una consulenza strategica non ha una durata definibile perché dipende dai tempi di reazione dell’imprenditore e della sua organizzazione aziendale. Maggiore è il coinvolgimento dell’imprenditore e prima arrivano i risultati attesi.

Nel caso specifico dell’azienda cliente è stato un percorso durato da settembre 2020 fino al 31 dicembre 2022. Un buon periodo di consulenza dovrebbe attestarsi tra i 12 e 18 mesi; dopodichè l’azienda deve camminare con i suoi passi.

Con l’azienda veneta i risultati si sono visti già dopo qualoche mese dall’inizio della collaborazione; l’azienda è passata da una situazione di perdita costante a quasi un pareggio di bilancio a fine 2021. Con le strategie adottate per il 2022 l’azienda avrà a disposizione tutti gli strumenti per produrre reddito, inizialemente stimato in un dato positivo del 3%, ma con una proiezione per il 2023/2024 del + 10%.

Conclusioni

Una volta Winston Churchill disse: “Non lasciare mai che una buona crisi vada sprecata“. Aveva perfettamente ragione…!

Crisi aziendali e problemi sono la tua migliore opportunità per migliorare le tue capacità, trovare nuove soluzioni e andare avanti con successo. Puoi far fronte a problemi (spese enormi, progetti non redditizi, dipendenti non produttivi, etc.), ma, prima di tutto, devi imparare a uscire dalla tua zona di comfort.

Per prima cosa, impara a controllarti. Un capo che urla al suo Team quando ci sono problemi non è un piacevole spettacolo da vedere, sopratutto non riesce neppure a motivare i suoi collaboratori. Dovrai diventare una persona più saggia (non ci sono alternative). Pacifica la tua rabbia e dirigi le tue emozioni verso la risoluzione dei problemi, non nella distruzione dell’azienda.

In secondo luogo, dovrai imparare a pensare in modo strategico e proattivo. Questo non solo ti aiuterà a prestare attenzione a ciò che veramente conta, ma ti trasformerà anche in un vero leader che controlla le situazioni di emergenza e non cede sotto pressione.

Terzo, impara ad essere flessibile e adattabile alle varie situazioni. Non puoi mai sapere cosa ci aspetta nella vita. Quindi, quando accadono situazioni inaspettate, ripensa al tuo obiettivo e vai avanti. Non attenerti a strategie che non funzionano più. Gestire le crisi significa imparare cose nuove. Usa queste nuove competenze per fare la differenza per la tua azienda e per le persone che ci lavorano.

Consulenza per il tuo caso 

Bene, se ti è piaciuto questo articolo puoi visionare il mio profilo e se lo desideri potrai contattarmi al seguente indirizzo e-mail: info@matteorinaldi.net e riceverai un’analisi di pre-fattibilità gratuita e non vincolante per valutare ed eventualmente accompagnarti nell’intero processo per allontanare una possibile crisi d’impresa o sconfiggerla del tutto.

[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]Quando un imprenditore è in difficoltà, la prima domanda che si pone è: “adesso cosa faccio?” oppure “a chi posso chiedere aiuto?”. Siamo consapevoli che ogni crisi aziendale fa perdere lucidità mentale necessaria per riprendere in mano le redini della situazione che sta sfuggendo di mano.

Qui troverai un caso concreto di un’azienda veneta operante nel settore della meccanica che si è rivolta a noi nel 2021; una crisi aziendale da manuale, ovvero, una riduzione dei volumi d’affari conseguente alla crisi economica nel periodo Covid.

Questa situazione, durata nel tempo, ha trascinato l’azienda in una grave situazione di difficoltà finanziaria, apparentemente senza via d’uscita. Come spesso accade in questi casi, ti senti in trappola: da solo non riesci a capire l’origine del problema, ma allo stesso tempo sai che non puoi contare sull’appoggio di persone che hai attorno.

La crisi aziendale è un fenomeno complesso, che si presenta spesso con una molteplicità di “sintomi” e di cause scatenanti: una gestione caratteristica incapace di produrre risultati positivi, la fuoriuscita di persone chiave dall’organizzazione aziendale, cambiamenti strutturali del mercato di riferimento, difficoltà a ottenere o rinnovare le linee di credito bancarie e commerciali.

La crisi aziendale non gestita per tempo può sfociare in una crisi finanziaria e nei casi più gravi in uno stato di insolvenza conclamato e quindi in una procedura concorsuale oppure nella perdita della proprietà della società attraverso una cessione a terzi.

ll tempo è il fattore “chiave” nella gestione di una crisi aziendale.

Gestione della crisi: 5 passi fondamentali

Quando la situazione aziendale è critica, quando i numeri non sono positivi, quando i pareri su come risolvere le criticità sono contrastanti, quando la condizione è oggettivamente complessa e di difficile risoluzione, effettuiamo un vero e proprio check-up aziendale di tutta l’organizzazione, utile a rimettere insieme, oltre ai numeri di bilancio di esercizio, tutti i passaggi produttivi e finanziari avvenuti all’interno dell’azienda nel corso degli ultimi anni.

E’ in pratica una diagnosi aziendale che pone le basi per studiare e pianificare i miglioramenti da mettere in atto in futuro.

Se volessimo elencare in ordine cronologico le azioni intraprese, avremmo 5 fondamentali passaggi strategici:

1) Analisi dei bilanci aziendali degli ultimi 3 anni

In questa fase si procede con un verifica e controllo dello stato di salute dell’azienda per avere una completa analisi per indici e margini con evidenza in rosso degli indicatori fuori parametro e per analizzare i flussi di liquidità anche con grafici.

Questo passaggio ha 3 funzioni importanti:

  1. evidenzia gli errori nei conti e si procede con adeguate correzioni;
  2. ci fa comprendere come si muove l’azienda nella sua gestione ordinaria;
  3. fa emergere ogni situazione dei conti dell’azienda.
  4. Questa analisi è la chiave per il miglioramento continuo aziendale e per aumentare il grado di efficienza di ogni risorsa coinvolta nel processo.

2) Analisi del conto economico aziendale

L’obiettivo della riclassificazione è di ottenere una struttura del conto economico che raggruppi i conti secondo una logica gestionale, per misurare i margini, i risultati intermedi ed evidenziare i fattori critici che determinano il risultato d’esercizio.

A questo punto l’imprenditore e il management potranno capire dove sono i problemi e come gestirli. Da questa fase scaturiscono interventi volti a:

  1. separare i costi di produzione da quelli generali per calcolare il margine;
  2. distinguere tra costi fissi e variabili per calcolare il margine di contribuzione.
  3. monitorare i dati (costo del personale, oneri finanziari, spese generali).

3) Ridefinizione dei prezzi di vendita

Il prezzo di vendita di un prodotto o servizio non dovrebbe essere una decisione arbitraria e guidata dal profitto, dovrebbe essere equilibrata, equa e che tenga conto dell’identità aziendale, del marchio e della stabilità finanziaria.

Nel caso in esame, abbiamo affrontato le condizioni eccezionali di mercato avvenuti prevalentemente nel 2021 caratterizzate da una parte dall’aumento dei prezzi delle materie prime, e dall’altra dalla bassa redditività degli investimenti per aumentare la capacità produttiva degli impianti. La combinazione di questi due fattori ha richiesto la ridefinizione delle strategie di Pricing per guidare la crescita dei business e garantire una redditività adeguata.

4) Elaborazione di un Piano Strategico

Gli imprenditori che guidano un’azienda oggi devono porsi senza indugi. Progettazione, pianificazione e controllo sono requisiti imprescindibili oggi per costruire un’impresa di successo.

Dove e come sarà la mia impresa tra 3 anni?

Il Piano Strategico è un documento volto a rappresentare in ottica prospettica il progetto di sviluppo imprenditoriale, con l’intento di valutarne la fattibilità in relazione sia alla struttura aziendale nel quale tale progetto si inserisce, sia al contesto nel quale l’impresa proponente opera e di analizzarne quindi le possibili ricadute sulle principali scelte aziendali e sui suoi risultati economico-finanziari, sopratutto è anche un ottimo biglietto da visita con istituti di credito e investitori

5) Adeguamento degli affidamenti bancari

Siamo partiti dalla misurazione del Rating come fanno gli Istituti di Credito, sulla base degli ultimi dati ufficiali: bilancio; centrale rischi; analisi utilizzo affidamenti esistenti; verifica presenza degli elementi chiave qualitativi: innovazione e formazione, rating di legalità, brevetti, adeguamento 2086 2° comma C.C., piano strategico.

Il risultato che si è ottenuto non è solo il migliornamento del Rating, sopratutto è stato possibile comprendere i punti deboli e i correttivi necessari per avere tutti i parametri in ordine.

Consulenza Strategica: un percorso che richiede impegno ma che dà risultati

Una consulenza strategica non ha una durata definibile perché dipende dai tempi di reazione dell’imprenditore e della sua organizzazione aziendale. Maggiore è il coinvolgimento dell’imprenditore e prima arrivano i risultati attesi.

Nel caso specifico dell’azienda cliente è stato un percorso durato da settembre 2020 fino al 31 dicembre 2022. Un buon periodo di consulenza dovrebbe attestarsi tra i 12 e 18 mesi; dopodichè l’azienda deve camminare con i suoi passi.

Con l’azienda veneta i risultati si sono visti già dopo qualoche mese dall’inizio della collaborazione; l’azienda è passata da una situazione di perdita costante a quasi un pareggio di bilancio a fine 2021. Con le strategie adottate per il 2022 l’azienda avrà a disposizione tutti gli strumenti per produrre reddito, inizialemente stimato in un dato positivo del 3%, ma con una proiezione per il 2023/2024 del + 10%.

Conclusioni

Una volta Winston Churchill disse: “Non lasciare mai che una buona crisi vada sprecata“. Aveva perfettamente ragione…!

Crisi aziendali e problemi sono la tua migliore opportunità per migliorare le tue capacità, trovare nuove soluzioni e andare avanti con successo. Puoi far fronte a problemi (spese enormi, progetti non redditizi, dipendenti non produttivi, etc.), ma, prima di tutto, devi imparare a uscire dalla tua zona di comfort.

Per prima cosa, impara a controllarti. Un capo che urla al suo Team quando ci sono problemi non è un piacevole spettacolo da vedere, sopratutto non riesce neppure a motivare i suoi collaboratori. Dovrai diventare una persona più saggia (non ci sono alternative). Pacifica la tua rabbia e dirigi le tue emozioni verso la risoluzione dei problemi, non nella distruzione dell’azienda.

In secondo luogo, dovrai imparare a pensare in modo strategico e proattivo. Questo non solo ti aiuterà a prestare attenzione a ciò che veramente conta, ma ti trasformerà anche in un vero leader che controlla le situazioni di emergenza e non cede sotto pressione.

Terzo, impara ad essere flessibile e adattabile alle varie situazioni. Non puoi mai sapere cosa ci aspetta nella vita. Quindi, quando accadono situazioni inaspettate, ripensa al tuo obiettivo e vai avanti. Non attenerti a strategie che non funzionano più. Gestire le crisi significa imparare cose nuove. Usa queste nuove competenze per fare la differenza per la tua azienda e per le persone che ci lavorano.

Consulenza per il tuo caso 

Bene, se ti è piaciuto questo articolo puoi visionare il mio profilo e se lo desideri potrai contattarmi al seguente indirizzo e-mail: info@matteorinaldi.net e riceverai un’analisi di pre-fattibilità gratuita e non vincolante per valutare ed eventualmente accompagnarti nell’intero processo per allontanare una possibile crisi d’impresa o sconfiggerla del tutto.

[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

Quando un imprenditore è in difficoltà, la prima domanda che si pone è: “adesso cosa faccio?” oppure “a chi posso chiedere aiuto?”. Siamo consapevoli che ogni crisi aziendale fa perdere lucidità mentale necessaria per riprendere in mano le redini della situazione che sta sfuggendo di mano.

Qui troverai un caso concreto di un’azienda veneta operante nel settore della meccanica che si è rivolta a noi nel 2021; una crisi aziendale da manuale, ovvero, una riduzione dei volumi d’affari conseguente alla crisi economica nel periodo Covid.

Questa situazione, durata nel tempo, ha trascinato l’azienda in una grave situazione di difficoltà finanziaria, apparentemente senza via d’uscita. Come spesso accade in questi casi, ti senti in trappola: da solo non riesci a capire l’origine del problema, ma allo stesso tempo sai che non puoi contare sull’appoggio di persone che hai attorno.

La crisi aziendale è un fenomeno complesso, che si presenta spesso con una molteplicità di “sintomi” e di cause scatenanti: una gestione caratteristica incapace di produrre risultati positivi, la fuoriuscita di persone chiave dall’organizzazione aziendale, cambiamenti strutturali del mercato di riferimento, difficoltà a ottenere o rinnovare le linee di credito bancarie e commerciali.

La crisi aziendale non gestita per tempo può sfociare in una crisi finanziaria e nei casi più gravi in uno stato di insolvenza conclamato e quindi in una procedura concorsuale oppure nella perdita della proprietà della società attraverso una cessione a terzi.

ll tempo è il fattore “chiave” nella gestione di una crisi aziendale.

Gestione della crisi: 5 passi fondamentali

Quando la situazione aziendale è critica, quando i numeri non sono positivi, quando i pareri su come risolvere le criticità sono contrastanti, quando la condizione è oggettivamente complessa e di difficile risoluzione, effettuiamo un vero e proprio check-up aziendale di tutta l’organizzazione, utile a rimettere insieme, oltre ai numeri di bilancio di esercizio, tutti i passaggi produttivi e finanziari avvenuti all’interno dell’azienda nel corso degli ultimi anni.

E’ in pratica una diagnosi aziendale che pone le basi per studiare e pianificare i miglioramenti da mettere in atto in futuro.

Se volessimo elencare in ordine cronologico le azioni intraprese, avremmo 5 fondamentali passaggi strategici:

1) Analisi dei bilanci aziendali degli ultimi 3 anni

In questa fase si procede con un verifica e controllo dello stato di salute dell’azienda per avere una completa analisi per indici e margini con evidenza in rosso degli indicatori fuori parametro e per analizzare i flussi di liquidità anche con grafici.

Questo passaggio ha 3 funzioni importanti:

  1. evidenzia gli errori nei conti e si procede con adeguate correzioni;
  2. ci fa comprendere come si muove l’azienda nella sua gestione ordinaria;
  3. fa emergere ogni situazione dei conti dell’azienda.
  4. Questa analisi è la chiave per il miglioramento continuo aziendale e per aumentare il grado di efficienza di ogni risorsa coinvolta nel processo.

2) Analisi del conto economico aziendale

L’obiettivo della riclassificazione è di ottenere una struttura del conto economico che raggruppi i conti secondo una logica gestionale, per misurare i margini, i risultati intermedi ed evidenziare i fattori critici che determinano il risultato d’esercizio.

A questo punto l’imprenditore e il management potranno capire dove sono i problemi e come gestirli. Da questa fase scaturiscono interventi volti a:

  1. separare i costi di produzione da quelli generali per calcolare il margine;
  2. distinguere tra costi fissi e variabili per calcolare il margine di contribuzione.
  3. monitorare i dati (costo del personale, oneri finanziari, spese generali).

3) Ridefinizione dei prezzi di vendita

Il prezzo di vendita di un prodotto o servizio non dovrebbe essere una decisione arbitraria e guidata dal profitto, dovrebbe essere equilibrata, equa e che tenga conto dell’identità aziendale, del marchio e della stabilità finanziaria.

Nel caso in esame, abbiamo affrontato le condizioni eccezionali di mercato avvenuti prevalentemente nel 2021 caratterizzate da una parte dall’aumento dei prezzi delle materie prime, e dall’altra dalla bassa redditività degli investimenti per aumentare la capacità produttiva degli impianti. La combinazione di questi due fattori ha richiesto la ridefinizione delle strategie di Pricing per guidare la crescita dei business e garantire una redditività adeguata.

4) Elaborazione di un Piano Strategico

Gli imprenditori che guidano un’azienda oggi devono porsi senza indugi. Progettazione, pianificazione e controllo sono requisiti imprescindibili oggi per costruire un’impresa di successo.

Dove e come sarà la mia impresa tra 3 anni?

Il Piano Strategico è un documento volto a rappresentare in ottica prospettica il progetto di sviluppo imprenditoriale, con l’intento di valutarne la fattibilità in relazione sia alla struttura aziendale nel quale tale progetto si inserisce, sia al contesto nel quale l’impresa proponente opera e di analizzarne quindi le possibili ricadute sulle principali scelte aziendali e sui suoi risultati economico-finanziari, sopratutto è anche un ottimo biglietto da visita con istituti di credito e investitori

5) Adeguamento degli affidamenti bancari

Siamo partiti dalla misurazione del Rating come fanno gli Istituti di Credito, sulla base degli ultimi dati ufficiali: bilancio; centrale rischi; analisi utilizzo affidamenti esistenti; verifica presenza degli elementi chiave qualitativi: innovazione e formazione, rating di legalità, brevetti, adeguamento 2086 2° comma C.C., piano strategico.

Il risultato che si è ottenuto non è solo il migliornamento del Rating, sopratutto è stato possibile comprendere i punti deboli e i correttivi necessari per avere tutti i parametri in ordine.

Consulenza Strategica: un percorso che richiede impegno ma che dà risultati

Una consulenza strategica non ha una durata definibile perché dipende dai tempi di reazione dell’imprenditore e della sua organizzazione aziendale. Maggiore è il coinvolgimento dell’imprenditore e prima arrivano i risultati attesi.

Nel caso specifico dell’azienda cliente è stato un percorso durato da settembre 2020 fino al 31 dicembre 2022. Un buon periodo di consulenza dovrebbe attestarsi tra i 12 e 18 mesi; dopodichè l’azienda deve camminare con i suoi passi.

Con l’azienda veneta i risultati si sono visti già dopo qualoche mese dall’inizio della collaborazione; l’azienda è passata da una situazione di perdita costante a quasi un pareggio di bilancio a fine 2021. Con le strategie adottate per il 2022 l’azienda avrà a disposizione tutti gli strumenti per produrre reddito, inizialemente stimato in un dato positivo del 3%, ma con una proiezione per il 2023/2024 del + 10%.

Conclusioni

Una volta Winston Churchill disse: “Non lasciare mai che una buona crisi vada sprecata“. Aveva perfettamente ragione…!

Crisi aziendali e problemi sono la tua migliore opportunità per migliorare le tue capacità, trovare nuove soluzioni e andare avanti con successo. Puoi far fronte a problemi (spese enormi, progetti non redditizi, dipendenti non produttivi, etc.), ma, prima di tutto, devi imparare a uscire dalla tua zona di comfort.

Per prima cosa, impara a controllarti. Un capo che urla al suo Team quando ci sono problemi non è un piacevole spettacolo da vedere, sopratutto non riesce neppure a motivare i suoi collaboratori. Dovrai diventare una persona più saggia (non ci sono alternative). Pacifica la tua rabbia e dirigi le tue emozioni verso la risoluzione dei problemi, non nella distruzione dell’azienda.

In secondo luogo, dovrai imparare a pensare in modo strategico e proattivo. Questo non solo ti aiuterà a prestare attenzione a ciò che veramente conta, ma ti trasformerà anche in un vero leader che controlla le situazioni di emergenza e non cede sotto pressione.

Terzo, impara ad essere flessibile e adattabile alle varie situazioni. Non puoi mai sapere cosa ci aspetta nella vita. Quindi, quando accadono situazioni inaspettate, ripensa al tuo obiettivo e vai avanti. Non attenerti a strategie che non funzionano più. Gestire le crisi significa imparare cose nuove. Usa queste nuove competenze per fare la differenza per la tua azienda e per le persone che ci lavorano.

Consulenza per il tuo caso 

Bene, se ti è piaciuto questo articolo puoi visionare il mio profilo e se lo desideri potrai contattarmi al seguente indirizzo e-mail: info@matteorinaldi.net e riceverai un’analisi di pre-fattibilità gratuita e non vincolante per valutare ed eventualmente accompagnarti nell’intero processo per allontanare una possibile crisi d’impresa o sconfiggerla del tutto.

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