Creare una Holding per gestire le partecipazioni, tutelare il patrimonio e favorire il passaggio generazionale

Analisi di Bilancio

Data
22.01.2024

Autore
Matteo Rinaldi

La Holding rappresenta un pilastro fondamentale nel panorama delle società italiane, agendo come entità finanziaria che acquisisce partecipazioni in altre aziende per esercitare un controllo direzionale e una gestione strategica del capitale.

LA SCELTA STRATEGICA DI UNA HOLDING

La Società Holding, un termine ampiamente riconosciuto nel panorama imprenditoriale italiano, si distingue per il suo ruolo fondamentale nell’acquisizione e nel controllo di quote di altre società. Funziona come un fulcro centrale, orchestrando le attività e strategie finanziarie delle sue affiliate, incarnando in pieno l’essenza di una Holding influente.

Al culmine della struttura gerarchica, troviamo la Holding madre, che esercita una supervisione incisiva sulle società di sua proprietà. Queste filiali controllate dalla Holding sono integrate in un sistema piramidale dove la Holding capogruppo detiene il potere decisionale, assicurando coesione e direzione strategica.

Esistono diverse varianti di Società Holding: da una parte le holding pure o finanziarie, focalizzate esclusivamente sul coordinamento delle società controllate, dall’altra le Holding impure o miste, che integrano la gestione finanziaria con attività produttive o commerciali.

LA STRATEGIA PER CREARE UNA HOLDING: BENEFICI E UTILITA’

La scelta di creare una Holding è una mossa strategica che può portare a notevoli benefici aziendali, inclusi lo sviluppo del business, protezione del patrimonio e piani di successione.

  1. Sviluppo e diversificazione del business: Una Holding offre l’opportunità di espandere le attività imprenditoriali in nuovi settori o mercati;
  2. Apertura a nuovi investitori: La Holding può facilitare l’ingresso di investitori terzi, fornendo flessibilità e nuove possibilità di crescita;
  3. Protezione patrimoniale: Una Holding può agire come un baluardo per salvaguardare gli asset dell’azienda da rischi e volatilità;
  4. Risposte a esigenze produttive e commerciali: La struttura di una Holding permette una gestione mirata delle necessità aziendali sul fronte produttivo e commerciale;
  5. Gestione delle necessità finanziarie: La Holding può ottimizzare la gestione delle risorse finanziarie e degli investimenti;
  6. Ottimizzazione fiscale: Le Holding possono godere di vantaggi fiscali, consentendo un’efficiente pianificazione delle tasse;
  7. Passaggio generazionale: La Holding facilita la pianificazione del passaggio del testimone generazionale, garantendo continuità aziendale.

1. CRESCITA E DIVERSIFICAZIONE DEL BUSINESS CON UNA HOLDING

La creazione di una Holding offre agli imprenditori l’opportunità unica di espandere e diversificare il proprio portafoglio di attività commerciali, permettendo loro di penetrare mercati emergenti e settori affini. Questa strategia diventa cruciale in un’era di continue trasformazioni economiche e di accelerazione dell’espansione dei mercati globali.

Avviare una Holding non solo facilita la gestione di differenti imprese sotto un unico ombrello, ma apre anche le porte all’investimento in start-up durante le loro fasi iniziali di crescita. Acquisendo azioni o partecipazioni che possono essere cedute in futuro, quando queste start-up saranno maturate e attrattive per investitori più grandi o con più risorse.

2. GESTIONE E PROTEZIONE DEL PATRIMONIO TRAMITE LA HOLDING FAMILIARE

L’istituzione di una Holding di famiglia emerge come una scelta strategica per la Protezione del Patrimonio aziendale, salvaguardando gli asset da possibili creditori e insidie legate a questioni personali, familiari, successorie e fiscali.

Esistono diversi strumenti per la difesa patrimoniale disponibili nell’ambito imprenditoriale italiano – dal fondo patrimoniale al trust, dal patto di famiglia agli atti o vincoli di destinazione, fino alla polizza assicurativa. Ma la Holding eccelle nell’offrire non solo protezione, ma anche nella capacità di gestire il patrimonio in maniera efficiente.

La Holding di famiglia, figura ben radicata nel contesto italiano, assume un ruolo cruciale non solo come baluardo nella salvaguardia degli asset aziendali legati alla famiglia ma anche come mezzo per una transizione ordinata nel Passaggio Generazionale, attenuando le possibili dispute familiari.

3. GESTIONE DEL PASSAGGIO GENERAZIONALE E LA CRAZIONE DI UNA HOLDING

Il Passaggio Generazionale, processo cruciale per la continuità aziendale, trova una valida soluzione nella strutturazione di una Holding. Questo metodo consente il trasferimento ordinato del capitale e della gestione dall’attuale leadership ai futuri eredi, garantendo così la prosecuzione dell’impresa familiare.

Spesso, il passaggio può presentare ostacoli, specialmente se non è stato pianificato con anticipo o se gli eredi non posseggono le stesse capacità imprenditoriali. La creazione di una Holding permette di suddividere l’impresa in unità più piccole, assegnando ruoli e responsabilità in linea con le competenze e le predisposizioni di ciascun successore.

A tal proposito, una Holding offre la possibilità di affidare la gestione di una società produttiva a un figlio, mentre un altro potrebbe occuparsi di una società commerciale. Inoltre, è possibile coinvolgere solo alcuni discendenti nell’attività operativa, rimunerando gli altri attraverso la detenzione di quote patrimoniali, senza conferire loro ruoli dirigenziali.

Malgrado la suddivisione, la governance aziendale rimarrà centralizzata sotto la Holding, assicurando un indirizzo strategico uniforme.

4. NECESSITA’ DI UNA HOLDING PER UN EFFICENZA PRODUTTIVA E COMMERCIALE

Nei contesti aziendali dove un’unica famiglia possiede più entità imprenditoriali, anche in settori diversi ma funzionalmente complementari, si evidenzia spesso la convenienza di come aprire una Holding. Questa struttura permette di orientare le aziende verso obiettivi e politiche commerciali condivise. L’istituzione di una Holding non solo facilita la gestione centralizzata, ma anche consente di definire una strategia unificata per l’intero gruppo, preservando la concentrazione della proprietà.

Per gruppi con molteplici società e un’ampia varietà di attività, è praticabile l’impiego di Sub-Holding specializzate, guidate da figure con expertise settoriale. La Holding principale assume il ruolo di supervisione, garantendo una direzione uniforme, mentre le filiali si dedicano alla gestione quotidiana delle operazioni.

5. APPROCCIO STRATEGICO ALLA GESTIONE FINANZIARIA AZIENDALE

Le imprese familiari spesso si trovano a fronteggiare dinamiche finanziarie complesse dovute a diversi fattori di programmazione finanziaria. È comune che le necessità di liquidità delle società all’interno di un gruppo non coincidano cronologicamente, o che una possa trovarsi in una fase di carenza di fondi mentre un’altra potrebbe disporre di surplus monetario.

L’impiego di un meccanismo di Cash Pooling permette alla Holding di operare come una tesoreria comune, centralizzando i fondi del gruppo e redistribuendoli alle aziende bisognose senza la necessità di ricorrere a finanziamenti esterni. Ciò elimina gli ostacoli e i costi legati all’interazione con il sistema bancario, migliorando la finanza aziendale del gruppo.

La presenza di una Holding incrementa significativamente la credibilità di un’impresa agli occhi delle banche, soprattutto quando si parla di ottenimento di prestiti. Ad esempio, un’entità operativa in cerca di capitali per espandere le proprie attività vedrà una banca più disposta a negoziare con la Holding che presenta solide garanzie di solvibilità.

6. OTTIMIZZAZIONE FISCALE TRAMITE LA HOLDING

La Holding emerge come uno strumento strategico per l’ottimizzazione fiscale, offrendo l’accesso a regimi di tassazione agevolata come il noto modello della Participation Exemption (PEX). Questa entità consente di mettere in atto strategie di allocazione efficienti che si traducono in una distribuzione degli utili più vantaggiosa e in una minimizzazione del carico fiscale.

Esploriamo i benefici principali nel costituire una Holding.

BENEFICI FISCALI DELLA COSTITUZIONE DI UNA HOLDING

La creazione di una Holding offre diversi vantaggi sul piano fiscale, i più rilevanti sono:

  • Accesso al regime di Participation Exemption (PEX)
  • Consolidamento fiscale e gestione centralizzata dell’IVA di gruppo
  • Finanziamenti facilitati tra le società del gruppo
  • Agevolazioni sulla tassazione di dividendi e plusvalenze

1. REGIME DELLA PARTICIPION EXEMPTION (PEX) ED IL SUO IMPATTO SULLE HOLDING

Il regime della Participation Exemption (PEX), introdotto in Italia con il decreto legislativo n. 344 del 2003, ha segnato una svolta nella riforma dell’imposizione sul reddito delle società, spesso associata alla (Riforma Tremonti). Questa rilevante modifica ha come scopo principale l’armonizzazione con i sistemi fiscali dei Paesi membri dell’Unione Europea e comporta profondi cambiamenti nel D.P.R. 917/86.

Le novità più significative hanno interessato l’imposta sul reddito delle società (IRES), il regime di tassazione dei dividendi, il consolidato fiscale, la lotta alla sottocapitalizzazione aziendale, il regime di trasparenza per le società di capitali e la riduzione dell’aliquota IRES al 33%. Tra le modifiche più rilevanti vi è l’introduzione di un’agevolazione fiscale per le plusvalenze – la Participation Exemption – che rende il 95% delle plusvalenze esenti dall’imposta sul reddito delle società per le Holding che rispettano determinati requisiti.

Le Holding e altri soggetti definiti nell’art. 73 del D.P.R. n. 917/1986 possono beneficiare del regime PEX, a patto che non operino in Paesi con fiscalità privilegiata. Inoltre, l’agevolazione non si applica a persone fisiche, investitori istituzionali, società semplici e enti equiparati.

La PEX offre una sostanziale detassazione per le plusvalenze realizzate dalle Holding nella cessione di partecipazioni, evitando la doppia imposizione economica e coordinando in modo più efficiente la tassazione delle società. Contrariamente, le minusvalenze non sono deducibili ai fini fiscali. Nel caso specifico delle Holding, esistono disposizioni particolari che riguardano l’assunzione di partecipazioni e i requisiti applicabili alle società partecipate, le Sub-Holding.

Sintetizzando, il regime della Participation Exemption influenza le Holding nel rispetto di specifiche condizioni, come il possesso ininterrotto della partecipazione per almeno 12 mesi prima della cessione e la residenza fiscale delle società partecipate.

2. CONSOLIDATO FISCALE E IVA DI GRUPPO

Il regime di consolidato fiscale rappresenta una strategia di gestione tributaria essenziale per le Holding, che permette di unificare la tassazione dell’IRES all’interno di un gruppo aziendale. Le Holding possono così beneficiare della somma unitaria dei bilanci delle società controllate per determinare l’imposta dovuta.

Attraverso il consolidato fiscale, le Holding realizzano un’unica base imponibile per l’intero gruppo, consentendo la compensazione interna di crediti e debiti fiscali. Questo metodo si traduce in una gestione finanziaria più efficiente e una minor pressione fiscale complessiva.

Per esercitare il consolidato fiscale, la normativa fiscale italiana, agli artt. 117-129 del TUIR, precisa i criteri di partecipazione. La società capogruppo, o controllante, deve detenere almeno il 50% delle partecipazioni nelle società controllate per procedere al consolidamento fiscale.

Ci sono alcune esclusioni al consolidato fiscale per certe società, come quelle in regime di trasparenza o quelle beneficiarie di tassi IRES ridotti. Analogamente, le imprese in fallimento o liquidazione coatta non possono partecipare a questo regime.

Il consolidato fiscale porta alla determinazione di un reddito globale per il gruppo, secondo l’articolo 118 del TUIR, e successivamente rettificato secondo le variazioni descritte all’art. 122. Questo permette una tassazione più equilibrata e rappresentativa dell’intero gruppo.

In aggiunta, le Holding possono avvantaggiarsi della normativa sull’IVA di gruppo, che consente alla società controllante di gestire gli adempimenti IVA per tutto il gruppo, facilitando la compensazione delle imposte e semplificando la burocrazia fiscale. L’IVA di gruppo, disciplinata dal D.P.R. n. 633 e dal D.M. del 13 dicembre 1979, vede le imprese collegate operare come un unico contribuente per l’IVA, escludendo le operazioni interne al gruppo dalla tassazione IVA e considerando quelle esterne come operazioni del gruppo nel suo insieme.

Per quanto riguarda l’IVA di gruppo, le società controllanti ammesse sono società di capitali o enti, mentre le controllate possono essere di capitali o di persone, a condizione che la controllante detenga più del 50% del capitale sociale.

3. L’OTTIMIZZAZIONE FINANZIARIA NELLA HOLDING

Attraverso una sapiente gestione di una Holding, si può efficacemente razionalizzare la funzione finanziaria, coordinando e centralizzando la pianificazione finanziaria sia a livello operativo che strategico delle aziende controllate.

I finanziamenti infragruppo, in assenza di un consolidato sistema di Cash Pooling, rappresentano una prassi comune all’interno di gruppi di imprese, svolgendo un ruolo cruciale nella gestione delle risorse economiche all’interno delle Holding.

4. AGEVOLAZIONI FISCALI PER DIVIDENDI NELLA HOLDING

Un altro vantaggio dato dalla creazione di una Holding è quello di poter agire come “società cassaforte”, centralizzando i dividendi delle entità sottoposte e assumendo il controllo delle finanze di tutto l’insieme aziendale. Questo ruolo chiave nella gestione dei guadagni è uno dei benefici principali di una Holding.

Con l’introduzione della PEX, la tassazione sugli utili si abbassa al 5%, permettendo in alcuni scenari la totale esenzione fiscale per i dividendi erogati dalle Holding. Questo si verifica soprattutto con le Holding situate nei paesi dell’Unione Europea, in conformità alla “Direttiva Madre-Figlia”.

L’impiego strategico di una Holding si rivela ottimale per i gruppi con interessi a livello globale. Ad esempio, una Holding tedesca può beneficiare di esenzione fiscale sui dividendi ricevuti dalle sue controllate italiane. Attraverso questo approccio di trasferimento dei dividendi con agevolazioni, la Holding può poi determinare il percorso della liquidità aggregata, sia reinvestendo nelle aziende subordinate sia distribuendo ai propri azionisti.

I BENEFICI DELL’OTTIMIZZAZIONE FINANZIARIA IN UNA HOLDING

Razionalizzare l’assetto finanziario di un gruppo aziendale è uno dei principali benefici offerti dalla costituzione di una Holding. Attraverso la Holding, si centralizza la gestione delle risorse finanziarie delle varie entità controllate, unificando la liquidità e i pagamenti in un unico ente giuridico.

La Holding adotta spesso il meccanismo di Cash Pooling per ottimizzare l’uso delle risorse finanziarie all’interno del gruppo. Tale tecnica consiste nell’accumulare sia i flussi di cassa in entrata che quelli in uscita presso un’entità designata (pooler), che gestisce quindi i fondi per conto delle società partecipanti (participants). Questa strategia consente alle società eccedentarie in liquidità di supportare quelle in deficit, evitando la necessità di ricorrere a costosi prestiti bancari.

Per attuare il Cash Pooling, è necessaria la creazione di un sistema bancario centralizzato che prevede un conto principale (pool account) e numerosi conti secondari appartenenti alle società del gruppo.

Esistono due principali tipi di gestione per il Cash Pooling:

  1. Notional Cash Pooling: un sistema in cui ciascuna società mantiene un proprio conto corrente e i saldi possono essere debitori, purché il saldo totale sia positivo o nullo. Tale sistema è meno complesso da gestire ma in Italia esistono ostacoli alla sua realizzazione.
  2. Zero Balance Cash Pooling: un sistema in cui la società capogruppo gestisce un conto centrale che riflette tutte le operazioni, con i saldi dei conti delle società partecipate azzerati giornalmente. Questo approccio è quello più diffuso ed utilizzato in Italia.

LA STRATEGIA DI SUCCESSIONE: HOLDING E PASSAGGIO GENERAZIONALE

La creazione di una Holding si pone come soluzione strategica per la gestione aziendale, offrendo consolidamento e unificazione del controllo delle aziende collegate. Questo approccio non solo favorisce il consolidamento della proprietà, ma è anche una mossa proattiva verso una gestione efficiente.

Attraverso un’unica entità di controllo, le funzioni aziendali e i servizi condivisi tra le diverse entità possono essere ottimizzati. Un tale assetto organizzativo consente di ridurre i costi e di potenziare l’efficienza operativa dell’intero gruppo.

Importante è anche il ruolo della Holding nel contenere e risolvere le divergenze tra i soci, agendo da mediatore al vertice del gruppo. Questa struttura si rivela cruciale nel gestire delicate transizioni come il Passaggio Generazionale, minimizzando i conflitti e garantendo la continuità aziendale.

STRATEGIE DI OTTIMIZZAZIONE FISCALE NELLA HOLDING

La gestione fiscale attraverso la creazione di una Holding emerge come uno degli approcci più efficienti per ottimizzare le tasse con facilità ed efficacia. Il tasso IRES per le entità aziendali è generalmente del 24%, tuttavia, aderendo a certi criteri legali, è fattibile scegliere il regime di trasparenza fiscale per le Holding. Secondo gli articoli 115 e 116 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, il meccanismo della trasparenza fiscale stabilisce che i profitti o le perdite di una società vengono attribuiti direttamente ai soci, proporzionalmente alla loro quota di possesso.

Diversamente dal regime generale, dove è la società a essere tassata, con la trasparenza fiscale il reddito è assegnato ai singoli soci. Questa opzione può risultare vantaggiosa se i soci godono di condizioni fiscali positive, come deduzioni e crediti d’imposta personali, portando a un risparmio sulle tasse complessivamente dovute.

Con un reddito imponibile aziendale elevato, l’attrattiva del regime di trasparenza cala poiché la tassazione IRES è proporzionale al reddito, mentre la sua distribuzione tra i soci comporta una tassazione individuale a un’aliquota IRPEF mediamente inferiore. Analogamente, la trasparenza fiscale è meno indicata per società con pochi soci o con altri redditi significativi.

GUIDA AI MODELLI SOCIETARI DI UNA HOLDING

La creazione di una Holding avviene attraverso un atto pubblico. Questo processo cruciale include la selezione di una struttura giuridica ottimale, che può essere una società di persone o una società di capitali, e la definizione di un modello di governance appropriato.

La scelta della forma giuridica di una Holding è essenziale per determinarne l’operatività e la gestione. Tra le opzioni disponibili, vi è la Società Semplice, che rappresenta una soluzione flessibile e meno complessa rispetto ad altre forme giuridiche. Altre forme includono la Società in Nome Collettivo, la Società in Accomandita Semplice, la Società a Responsabilità Limitata, la Società per Azioni e la Società in Accomandita per Azioni.

Vediamoli singolarmente.

1. IL MODELLO DELLA SOCIETA’ SEMPLICE (S.S.)

La Società Semplice, riconosciuta come il tipo più basilare tra le società di persone, si distingue per una peculiarità fondamentale: l’incapacità di svolgere attività commerciali. L’ambito di applicazione di questa forma societaria è principalmente rivolto alle attività agricole, alle professioni esercitate in maniera associata e, in alcuni casi, alla gestione di proprietà immobiliari.

Considerata la “forma base” delle società di persone, la Società Semplice è soggetta a normative che si applicano anche ad altre strutture societarie più complesse, a meno che non vi siano disposizioni contrarie o regolamentazioni specifiche.

La sua costituzione avviene attraverso la sottoscrizione di un contratto sociale, che non necessita di formalità particolari se non quelle relative alla natura dei beni apportati. I soci in fase di costituzione devono creare un fondo comune, conferendo beni e servizi per il sostegno delle attività previste, senza l’obbligo di un capitale sociale minimo. Entro trenta giorni dall’atto di costituzione, la Società Semplice deve essere registrata nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio competente per territorio.

Una caratteristica di rilievo è la responsabilità illimitata e solidale dei soci per le obbligazioni sociali, che può essere mitigata da un accordo interno noto ai terzi, volto a limitare la responsabilità di taluni soci.

La Società Semplice presenta una particolarità: l’autonomia patrimoniale imperfetta. I beni destinati all’attività sociale sono separati da quelli personali dei soci, ma in caso di inadeguatezza del patrimonio societario, i creditori possono rivolgersi ai patrimoni personali dei soci. Al contrario, il creditore personale di un socio non può attaccare direttamente il patrimonio sociale, ma ha il diritto di agire sulle quote di profitto spettanti al socio e, se necessario, richiedere la liquidazione della quota societaria.

I benefici di operare come Società Semplice includono la riduzione dei costi gestionali, grazie alla quasi assenza di formalismi e alla flessibilità amministrativa. In genere, le società semplici sono gestite secondo il principio di amministrazione disgiunta, ma è possibile optare per forme di amministrazione congiunta, mista, o anche unica. Inoltre, vantano regole contabili meno complicate e non sono obbligate alla redazione di un bilancio annuale.

2. IL MODELLO DELLA SOCIETA’ IN NOME COLLETTIVO (S.N.C.)

La Società in Nome Collettivo (S.n.c.) rappresenta una forma societaria tradizionale e molto diffusa per l’avvio di imprese di medie e piccole dimensioni. Questo tipo di società è apprezzato per la sua struttura organizzativa semplice e diretta.

Per costituire una società in nome collettivo, è necessario redigere un atto pubblico o una scrittura privata autenticata da un Notaio. A differenza della Società Semplice, i soci hanno una responsabilità illimitata e congiunta per i debiti e gli obblighi assunti dalla società, senza la possibilità di stipulare accordi per escludere tale responsabilità da uno o più soci.

Contrariamente alla Società Semplice, che è più flessibile nelle regolamentazioni del patto sociale e non soggetta a fallimento, la società in nome collettivo deve sottostare a norme più rigide e può essere dichiarata fallita.

3. IL MODELLO DELLA SOCIETA’ IN ACCOMANDITA SEMPLICE (S.A.S.)

La Società in Accomandita Semplice (S.a.s.) rappresenta uno strumento flessibile sia per l’esercizio di attività commerciali che non commerciali, similmente alla società in nome collettivo. Per la sua costituzione è necessario un atto pubblico o una scrittura privata autenticata.

I soci accomandatari e gli accomandanti sono le due figure chiave all’interno di questa struttura societaria, dove i primi gestiscono e rappresentano l’azienda con responsabilità illimitata, mentre i secondi si limitano a una responsabilità proporzionale al loro investimento, esulando dall’amministrazione se non per deleghe specifiche.

  • Responsabilità e Amministrazione degli Accomandatari: Questi soci hanno il peso della gestione e rappresentano legalmente la società, con il loro nome incluso nella ragione sociale e una responsabilità illimitata per le obbligazioni aziendali.
  • Limitazione della Responsabilità per gli Accomandanti: I soci accomandanti hanno il vantaggio della limitazione della loro responsabilità alle quote versate, mantenendosi al di fuori della gestione quotidiana dell’impresa.

Questa configurazione della S.a.s. per orchestrare un Passaggio Generazionale strategico, specialmente in scenari dove gli eredi hanno diversi livelli di interesse o competenze per assumere posizioni di comando nell’impresa familiare.

4. IL MODELLO DELLA SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA (S.R.L.)

La Società a Responsabilità Limitata (S.r.l.), nota per la sua flessibilità organizzativa in cui le partecipazioni dei soci sono rappresentate da quote e non da azioni. Ogni socio è quindi titolare di una quota unitaria corrispondente ad una frazione del capitale sociale da lui sottoscritta; proporzionalmente alla quota posseduta da ciascun socio saranno poi suddivisi i diritti sociali.

Questa forma societaria è spesso scelta per gestire attività di dimensioni minori rispetto alle società per azioni, offrendo non solo una struttura adatta alle PMI ma anche un efficace mezzo per il trasferimento di controllo familiare.

Dalla personalità giuridica all’autonomia patrimoniale, la S.r.l. assicura che i soci non siano personalmente responsabili per le obbligazioni sociali, garantendo così una solida protezione patrimoniale. La sua costituzione avviene tramite atto pubblico, che può assumere la forma di contratto o atto unilaterale nel caso di società unipersonale, con un capitale sociale minimo di 10.000 euro, di cui una quota iniziale deve essere versata all’atto costitutivo.

Capitale sociale e versamenti iniziali: recenti normative permettono un capitale iniziale inferiore, purché i conferimenti siano effettuati in denaro e interamente versati agli amministratori, con un valore comunque superiore a 1 euro.

Per quanto riguarda l’assetto amministrativo, la S.r.l. gode di un ampio margine di discrezionalità. La legge infatti consente di personalizzare un gran numero di clausole statutarie, dando alla S.r.l. molta flessibilità dal punto di vista organizzativo.

5. IL MODELLO DELLA SOCIETA’ PER AZIONI (S.P.A)

La società per azioni (S.p.A.), entità giuridica delineata dal Codice Civile (artt. 2325 ss.), si afferma come la struttura più sofisticata e diffusa tra le società di capitali per l’organizzazione aziendale e la raccolta di fondi.

Essa prende vita legalmente con la sua registrazione nel Registro delle Imprese, che avviene post costituzione per atto pubblico e ne stabilisce l’autonomia giuridica. Fino a questo momento, la S.p.A. è priva di personalità giuridica e gli accordi costitutivi hanno valore limitato alle parti coinvolte.

Nell’eventualità in cui una S.p.A. debba essere dichiarata nulla, ciò può avvenire solo in presenza di determinati vizi: difformità nella forma dell’atto costitutivo, oggetto sociale non conforme alla legge o assenza di elementi essenziali nell’atto stesso.

Il punto di forza della società per azioni è la protezione patrimonio: il suo capitale è esclusivo e distinto da quello degli azionisti, assicurando che ogni responsabilità economica riguardi solamente la società.

La fondazione di una S.p.A. richiede un capitale iniziale di 50.000 euro, con almeno il 25% disponibile all’amministrazione. Tuttavia, per alcune specifiche S.p.A., il requisito di capitale può essere superiore. Il capitale sociale si suddivide in azioni che rappresentano frazioni di proprietà dell’azienda e conferiscono diritti sociali agli azionisti, oltre ad essere generalmente trasferibili. Ogni azione conferisce diritti di governance, finanziari, di controllo e di cessione a chi le possiede. Le S.p.A. possono essere “aperte”, sfruttando il mercato del capitale di rischio, o “chiuse”, qualora non vi accedano.

Per quanto riguarda la gestione amministrativa, possiamo riconoscere tre modelli:

  • Modello tradizionale: la direzione è affidata al Consiglio di Amministrazione, con o senza un presidente, mentre il Collegio Sindacale svolge il ruolo di supervisore.
  • Sistema dualistico: un Consiglio di Gestione, nominato da un Consiglio di Sorveglianza eletto dall’assemblea dei soci, dirige la S.p.A.
  • Sistema monistico: una struttura simile a quella tradizionale, ma con un Comitato interno di controllo.

L’Assemblea dei soci, che si riunisce annualmente per l’approvazione del bilancio, detiene il potere decisionale su questioni fondamentali quali modifiche statutarie o variazioni di capitale, proporzionato al numero di azioni detenute da ciascun socio.

Lo scioglimento della S.p.A. può avvenire per vari motivi e deve essere formalizzata tramite delibera dell’Assemblea e verbalizzazione notarile. In tale circostanza, si procede con la nomina di un liquidatore per portare a termine l’estinzione degli obblighi societari.

6. IL MODELLO DELLA SOCIETA’ IN ACCOMANDITA PER AZIONI (S.A.P.A.)

La società in accomandita per azioni (S.a.p.a.) è una forma giuridica, equipaggiata con personalità giuridica e con il capitale sociale suddiviso in azioni, si caratterizza per la presenza di due tipologie di soci: i soci accomandatari e i soci accomandanti.

  1. Soci accomandatari: Questi soci sono responsabili della gestione e assumono una responsabilità illimitata per le obbligazioni sociali, fungendo da amministratori di diritto.
  2. Soci accomandanti: Limitano la loro responsabilità all’importo conferito e non partecipano all’amministrazione attiva.

Analogamente alle società per azioni, le S.a.p.a. seguono regolamenti simili con alcune peculiarità, come l’indicazione obbligatoria dei soci accomandatari nell’atto costitutivo e la necessità che la denominazione sociale includa il nome di almeno uno di essi.

L’impossibilità di separare la figura dell’accomandatario da quella dell’amministratore rende la S.a.p.a. una solida opzione per le grandi imprese familiari che mirano a prevenire ostili scalate azionarie da parte di soggetti esterni; tuttavia, si tratta di una forma societaria che non ha incontrato ampia diffusione.

Tra le cause di scioglimento specifiche, oltre a quelle comuni alle società per azioni, figura la cessazione di tutti gli accomandatari: se non si procede alla loro sostituzione entro 180 giorni, la società si considera sciolta. In tale lasso di tempo, si nomina un amministratore temporaneo per gli affari correnti senza che questo assurga a socio accomandatario.

Determinare la forma giuridica ottimale per una holding implica valutazioni attentive, poiché sia le società di persone che le società di capitali presentano vantaggi e svantaggi in termini gestionali, fiscali, nonché per quanto concerne costi e adempimenti.

REQUISITI LEGALI DELLA HOLDING

La Holding deve adempiere a criteri normativi specifici. Comunemente, le autorità richiedono che una Holding possieda la maggioranza dei diritti di voto, eserciti un controllo decisionale significativo e gestisca accortamente la propria struttura aziendale e codice di attività.

  • Essenziale è che la Holding detenga oltre il 50% dei diritti di voto nelle entità affiliate;
  • Altrettanto fondamentale è il diritto della Holding di nominare o revocare la maggior parte dei dirigenti delle sue controllate;
  • La Holding deve inoltre esercitare un’influenza preponderante sui diritti di voto in assemblea.

Si richiede in aggiunta che la Holding formuli uno Statuto aziendale e selezioni con attenzione il proprio codice di attività (codice Ateco). Per quanto riguarda il nome della Holding, le aziende hanno libertà totale.

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