Il term sheet è un documento noto come “lettera di intenti” o “memorandum of understandings” e rappresenta l’accordo con gli investitori.

In questo contributo ti riporto alcune clausole di un “term sheet” che non dovresti mai firmare. Ho reso l’interpretazione di alcune clausole contrattuali generalmente previsti dagli investitori nei term sheet.

Cos’è il Term Sheet?

Un term sheet è un accordo che regola le condizioni d’investimento, un documento legale che l’investitore chiede di firmare per poter proseguire con l’operazione.

Generalmente l’investitore impone regole stringenti e difficili da comprendere per la Start-up, e spesso le condizioni di term sheet risultano solo a vantaggio dell’investitore e necessita una soluzione.

1) Obbligo di valutazione finanziaria ad un consulente terzo

“Un consulente finanziario effettuerà una valutazione della società. Tale valutazione servirà a regolare i rapporti tra l’investitore e i fondatori in materia di clausole di investimento e disinvestimento dalla società

Con questa clausola il consulente finanziario sarà scelto dall’investitore, mentre il pagamento sarà effettuato dalla Start-up. Con questa clausola è chiaro che il “consulente finanziario” indicato dall’investitore sarà a suo favore nel corso della valutazione e non è logico caricare il costo sulla società.

2) Diritto di co-vendita: quando si vende una quota maggiore del 5% della società

“Nel caso in cui un socio di maggioranza intenda vendere le proprie quote della società ad un terzo, il diritto di co-vendita (Tag-Along), è una clausola che consente al socio di minoranza di unirsi alla vendita alle medesime condizioni”.

Un diritto di co-vendita a percentuali così basse, del 5%, segnala che l’investitore non crede nelle potenzialità dell’impresa e ripone poca fiducia verso i soci. Ciò significa che, alla prima occasione utile chiede di poter avere il diritto di vendere la propria quota societaria.

3) Diritto di trascinamento: quando si vende più del 50% delle quote societàrie

“Il diritto di trascinamento (Drag-Along), consiste nell’avere l’opportunità di obbligare i soci di minoranza a vendere tutti insieme l’intero capitale della Start-up

Con questa clausola specifica, pertanto, se si vende più della metà del capitale sociale, l’investitore ha il diritto di trascinare tutti i soci della Start-up nella vendita dell’azienda ad un terzo soggetto; I soci non potrnno essere contrari e venderanno alle condizioni già pattuite. Il diritto di trascinamento è una di quelle clausole più imponenti che un investitore può richiedere. Se non è possibile evitare questa imposizione, è bene assicurarsi che in quel 50% ci sia almeno una parte dei soci fondatori, in modo da ridurre il rischio di non poter evitare di assistere alla vendita della propria azienda prima del momento pronosticato.

4) Preferenza di liquidazione: applicazione tasso di interesse al 5%

“Per qualsiasi evento di vendita, liquidazione o fallimento dell’impresa, l’investitore avrà diritto di ricevere l’intero capitale investito, prima degli altri soci con una maggiorazione del 5%”.

L’investitore inserisce una clausola che permette di guadagnare dall’operazione, qualsiasi cosa possa accadere. Quindi, si stabilisce il diritto di ricevere l’ammontare del proprio investimento, aumentato di un 5% su base annua. Inserire la clausola di “preferenza di liquidazione” è utile a proteggere l’investitore in caso l’operazione non vada a buon fine. In questo caso una “preferenza di liquidazione” superiore dell’1%, non sarebbe giustificato.

5) Gestione dell’azienda: decisioni vincolate all’approvazione dell’investitore

“Nel term sheet, l’investitore generalmente pone il diritto di veto su aspetti importantissimi, quali: a) piani di incentivazione con stock option; b) aumenti di capitale; c) emissione di nuove quote; d) partnership con altre aziende; e) modifiche al budget; f) variazione della direzione del business; g) bonus per dipendenti; h) stipendi e spese superiori a XY mila €”.

In pratica, tutto dovrà essere approvato dall’investitore. È bene che l’investitore con più esperienza sia di supporto alla Start-up nelle decisioni strategiche. Invece, non è un bene per la società che tutte le decisioni più importanti debbano passare da approvazione dell’investitore. Il rischio diventa quello di immobilizzare l’operatività della Start-up.

6) Assicurazione sulla responsabilità: obbligo di stipula a tutela degli investitori

“L’investitore richiede alla società di pagare una polizza assicurativa sulle responsabilità professionali dei fondatori”.

Questa clausola è un segnale di allarme, in quanto evidenzia la scarsa fiducia che l’investitore ripone nei confronti dell’azienda. Di fatto l’investitore dovrebbe prima di tutto riporre la fiducia verso l’idea imprenditoriale e non è sostenibile l’idea di proteggersi dai fondatori stessi. Inoltre, appesantire le casse di un’azienda in fase iniziale per il pagamento di una polizza assicurativa non è ottimale. Le risorse finanziarie disponibili dovrebbero essere destinate unicamente alla crescita dell’azienda.

7) Diritto di recesso: senza alcuna condizione

“L’investitore ha la possibilità di recedere dall’investimento quando lo ritiene opportuno e senza motivazioni specifiche“.

Quindi, l’investitore può recedere in ogni momento e richiedere alla società di rimborsare il capitale investito appena possibile, e tenendo conto del tasso di interesse di cui gode in caso di disinvestimento.

Il diritto di recesso in un investimento in Start-up è da escludere fermamente, in quanto chiedere la restituzione del capitale investito è contrario al motivo per cui l’investitore ambisce di essere egregiamente remunerato nel tempo.

8) Contratto di consulenza periodica tra l’investitore e la Start-up

“L’investimento è subordinato all’accettazione di un contratto di consulenza periodica da stipulare tra l’investitore e la Start-up. Tale contratto prevede una durata e delle condizioni economiche già definite”.

Questo è in pratica un’operazione molto vantaggiosa per molti investitori: in sostanza, la Start-up sta ripagando profumatamente l’investimento in cambio di una consulenza periodica fornita dallo stesso investitore.

Conclusioni: le clausole vincolanti segnalano poca fiducia

Le clausole analizzate in questo contributo risultano essere inopportune verso la Start-up. È inconcepibile proporre un term sheet con clausole così dettagliate e vincolanti. Gli imprenditori non dovrebbero mai firmare questi term sheet: danneggiano la loro idea imprenditoriale e creano enormi difficoltà per la sopravvivenza della società. È importante avere investitori che per primi credono nella loro idea.

Term Sheet: considerazioni

Come avrai già compreso, il term sheet è un documento importante che pone le basi di una negoziazione tra la Start-up ed un suo investitore. La stesura di questo documento può essere anche piuttosto complessa.

Il term sheet deve essere strutturato e concordato con gli investitori, e varia da caso a caso: molti ricercano informazioni su internet dei term sheet. In realtà è l’errore più grande che si possa fare, in quanto non si hanno a disposizione gli strumenti legali per applicarli al caso concreto.

Il suggerimento è quello di chiedere il supporto di un consulente legale per strutturare il miglior term sheet possibile, che consenta di passare senza complicazioni future l’accordo di investimento.

Un term sheet serve ad eliminare tutti i dubbi ed eventuali incomprensioni che potrebbero insorgere nelle future fasi della negoziazione, pertanto redigere un’accordo con precisione è di fondamentale importanza.

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