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Caso Studio: Credito Estero da €1,2M e Riorganizzazione

IL CONTESTO

Una società della provincia di Varese, attiva nell’edilizia e nell’impiantistica e con un volume d’affari di circa €7 milioni, deteneva un credito di €1.224.500 verso una società spagnola. Il credito era iscritto nella società che svolgeva l’attività industriale, mentre la sua gestione richiedeva interlocuzioni e decisioni distinte da quelle dell’attività ordinaria. L’operazione coinvolgeva inoltre società con un amministratore coincidente.

CRITICITÀ

Il trasferimento del credito doveva riallocare il rischio senza sostituire il credito verso la società spagnola con un nuovo credito di importo fisso verso l’acquirente. Occorreva quindi definire un corrispettivo legato alle somme effettivamente recuperate e verificare gli effetti della cessione sulle società coinvolte. La coincidenza dell’amministratore richiedeva inoltre di presidiare il potenziale conflitto di interessi nelle decisioni societarie e nella stipula degli atti. Il riconoscimento del debito da parte della società spagnola e la sua accettazione della cessione erano passaggi distinti, da coordinare con il trasferimento del credito.

ATTIVITÀ DI PROGETTAZIONE

L’intervento è partito dalla verifica contabile del credito e dalla ricognizione del debito da parte della società spagnola. È stata quindi definita la cessione pro soluto del credito di €1.224.500 a una SPV dedicata, con trasferimento della gestione e del rischio. Il corrispettivo, anziché essere fissato in anticipo, è stato parametrato al 70% delle somme effettivamente recuperate. Le decisioni societarie e i contratti sono stati coordinati tenendo conto della coincidenza dell’amministratore e del potenziale conflitto di interessi, con riferimento all’art. 2475-ter c.c.

ASSETTO FINALE

La SPV ha acquisito pro soluto il credito di €1.224.500, assumendone la gestione, la negoziazione e l’eventuale recupero. La società spagnola ha riconosciuto formalmente il debito e ha accettato la cessione, rendendola efficace nei suoi confronti ai sensi dell’art. 1264 c.c. Alla cedente spetta un corrispettivo pari al 70% delle somme effettivamente recuperate. Le decisioni societarie hanno accompagnato l’operazione, completata con l’autenticazione notarile dell’atto di ricognizione e cessione e la sua registrazione presso l’Agenzia delle Entrate nel luglio 2026.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

Il caso mostra come una riorganizzazione societaria possa riguardare anche funzioni, crediti e rischi, non soltanto partecipazioni. Costituire la SPV, da solo, non avrebbe risolto il problema; una cessione a prezzo fisso avrebbe potuto sostituire il credito verso la società spagnola con un credito verso l’acquirente. Ricognizione del debito, cessione pro soluto, corrispettivo legato alle somme recuperate e decisioni societarie sono stati perciò coordinati nell’ambito della stessa operazione. Non è lo strumento a creare valore. È la struttura.

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