COME APRIRE UNA HOLDING LTD IN UK: VANTAGGI, RISCHI E STRATEGIE

Analisi di Bilancio

Data
05.10.2024

Autore
Matteo Rinaldi

Aprire una Holding LTD nel Regno Unito non significa semplicemente costituire una società inglese. Significa valutare se una struttura internazionale possa realmente migliorare il controllo delle partecipazioni, la governance del gruppo e la gestione di investimenti e operazioni straordinarie. Analizziamo vantaggi, rischi, sostanza economica, Brexit, fiscalità e criteri per progettare una Holding UK coerente con gli obiettivi dell’impresa.

HOLDING LTD NEL REGNO UNITO: QUANDO HA SENSO E COME STRUTTURARLA

Aprire una società in Inghilterra continua a essere una soluzione presa in considerazione da molti imprenditori italiani. Tuttavia, quando si parla di Holding LTD nel Regno Unito, il tema non riguarda semplicemente la costituzione di una società inglese o l’avvio di un’attività a Londra. Una Holding svolge una funzione diversa: detenere partecipazioni, coordinare società controllate e organizzare il controllo di un gruppo imprenditoriale.

Per questa ragione, una Holding LTD può rappresentare una soluzione particolarmente interessante per imprenditori che possiedono più società, gruppi aziendali presenti in più Paesi o investitori che intendono centralizzare la governance e la gestione delle partecipazioni attraverso una struttura dedicata.

Chi valuta la costituzione di una società nel Regno Unito si confronta oggi con un contesto profondamente diverso rispetto agli anni precedenti alla Brexit. Il Regno Unito continua a rappresentare una delle principali giurisdizioni internazionali sotto il profilo societario, ma la semplice apertura di una LTD inglese non è sufficiente a giustificare la creazione di una Holding né a garantire automaticamente vantaggi organizzativi o patrimoniali.

Nella pratica professionale capita frequentemente di incontrare strutture costituite senza una reale funzione di coordinamento, gestione delle partecipazioni o governo del gruppo. In questi casi la società rischia di trasformarsi in un semplice contenitore privo di una concreta utilità strategica, con possibili criticità sotto il profilo organizzativo, societario e fiscale.

Prima di costituire una Holding LTD nel Regno Unito occorre quindi comprendere quale funzione essa debba svolgere all’interno del gruppo e se esistano effettive ragioni imprenditoriali che ne giustifichino la presenza. Solo partendo da questa analisi è possibile progettare una struttura coerente con gli obiettivi di crescita, investimento e sviluppo internazionale dell’impresa.

In questo articolo analizzeremo quando una Holding LTD nel Regno Unito può rappresentare una scelta efficace, quali vantaggi può offrire nella gestione di partecipazioni societarie, quali errori evitare nella fase di progettazione e quali aspetti valutare prima della costituzione.


DIFFERENZA TRA LTD INGLESE E HOLDING LTD: COSA CAMBIA DAVVERO

Molti imprenditori che valutano di aprire una società in Inghilterra tendono a utilizzare i termini LTD inglese e Holding LTD come se fossero equivalenti. In realtà si tratta di strutture che possono condividere la medesima forma giuridica, ma che svolgono funzioni profondamente diverse. Dal punto di vista societario, una Holding LTD viene costituita attraverso le medesime procedure previste per una tradizionale società LTD inglese presso Companies House. Ciò che cambia non è il procedimento costitutivo, ma la funzione che la società è chiamata a svolgere all’interno del gruppo.

Una LTD operativa viene normalmente costituita per svolgere attività d’impresa, stipulare contratti, assumere personale, erogare servizi o commercializzare prodotti. Una Holding LTD, invece, nasce principalmente per detenere partecipazioni societarie, coordinare investimenti e concentrare il controllo di più società all’interno di una struttura unitaria.

Dal punto di vista formale, la costituzione di una Holding LTD segue le medesime procedure previste per una tradizionale società nel Regno Unito. Ciò che cambia è il ruolo attribuito alla società all’interno del gruppo e il tipo di attività che essa è chiamata a svolgere. Mentre la società operativa genera direttamente ricavi attraverso l’attività d’impresa, la Holding esercita prevalentemente funzioni di indirizzo, controllo e organizzazione proprietaria.

Questa distinzione assume particolare rilevanza quando l’imprenditore possiede più società operative, intende realizzare acquisizioni, pianifica l’ingresso di nuovi investitori oppure vuole disciplinare in modo più efficiente il controllo del gruppo. In tali circostanze la Holding può diventare il punto di raccordo tra le diverse partecipazioni, consentendo una gestione più ordinata dei rapporti societari e delle future operazioni straordinarie.

Nei gruppi maggiormente strutturati, il valore della Holding non dipende esclusivamente dalle partecipazioni detenute, ma dalla possibilità di concentrare in un unico soggetto il governo dell’assetto proprietario, la gestione dei rapporti tra soci e la pianificazione delle future evoluzioni del gruppo. Per questo motivo la scelta di costituire una Holding LTD non dovrebbe essere considerata una semplice variante della costituzione di una LTD inglese, ma una decisione che incide direttamente sull’organizzazione e sul controllo dell’intero sistema societario.


CERTEZZA LEGISLATIVA E SISTEMA COMMON LAW

Uno degli aspetti che continua a distinguere il Regno Unito nel panorama internazionale non riguarda la fiscalità, ma la qualità del suo sistema giuridico. Per una Holding LTD che detiene partecipazioni, coordina investimenti o gestisce rapporti con soci e investitori appartenenti a differenti Paesi, la prevedibilità delle regole rappresenta spesso un elemento di valore almeno quanto l’efficienza fiscale.

A differenza dei sistemi fondati prevalentemente sulla produzione normativa, il diritto inglese attribuisce un ruolo centrale alla giurisprudenza e ai precedenti giudiziari. Questo consente agli operatori economici di valutare con maggiore precisione gli effetti delle clausole contrattuali e delle scelte societarie adottate, riducendo il livello di incertezza nelle operazioni più complesse.

Il tema assume particolare rilevanza nelle operazioni che coinvolgono investitori istituzionali, fondi di investimento, venture capital o gruppi multinazionali. Patti parasociali, accordi di investimento, meccanismi di governance e clausole di tutela degli investitori trovano infatti nel diritto inglese una tradizione interpretativa estremamente sviluppata, spesso già conosciuta e utilizzata dalle controparti internazionali.

Non è un caso che numerose operazioni cross-border continuino a essere negoziate utilizzando documentazione contrattuale modellata sugli standard anglosassoni. In molti contesti, la scelta di una Holding LTD viene valutata anche in funzione della maggiore familiarità che investitori, advisor e istituti finanziari internazionali hanno con il diritto societario inglese e con le relative prassi operative.

Dopo la Brexit il Regno Unito ha perso alcuni vantaggi derivanti dall’appartenenza all’Unione Europea, ma ha conservato uno degli elementi che storicamente ne hanno determinato il successo: la capacità di offrire un quadro giuridico riconoscibile, consolidato e largamente utilizzato nelle operazioni societarie internazionali.

Per questa ragione, quando si analizza una Holding LTD, la valutazione non dovrebbe limitarsi ai profili fiscali. In molte operazioni il vero valore della struttura deriva dalla possibilità di collocare il controllo del gruppo all’interno di un sistema giuridico familiare agli operatori che partecipano alle future acquisizioni, raccolte di capitali o operazioni straordinarie.


TASSAZIONE SOCIETARIA NEL REGNO UNITO

Quando si valuta la costituzione di una Holding LTD, uno degli aspetti che merita maggiore attenzione riguarda il funzionamento del sistema fiscale britannico. Più che il livello delle aliquote, spesso richiamato in modo superficiale, assume rilievo la prevedibilità del quadro tributario e la chiarezza delle regole applicabili alle società residenti nel Regno Unito.

Attualmente l’imposta sulle società prevede aliquote differenziate in funzione del livello di utili realizzati. Le modalità di determinazione dell’imponibile e gli obblighi dichiarativi risultano generalmente ben definiti, consentendo alle imprese di pianificare con maggiore precisione la propria attività e gli investimenti futuri.

Per le Holding che detengono partecipazioni internazionali, il tema fiscale non può tuttavia essere analizzato esclusivamente dal punto di vista britannico. Occorre infatti considerare il rapporto tra i diversi ordinamenti coinvolti, le convenzioni contro le doppie imposizioni e le regole applicabili ai flussi transfrontalieri di dividendi, interessi e plusvalenze.

Particolare attenzione deve essere riservata alla corretta individuazione della residenza fiscale della società. La costituzione di una LTD nel Regno Unito non comporta automaticamente che la società sia considerata fiscalmente residente in UK. Le autorità fiscali possono infatti attribuire rilevanza al luogo in cui vengono assunte le decisioni strategiche e nel quale viene esercitata la direzione effettiva dell’impresa.

Per questa ragione, una Holding LTD deve essere progettata e gestita in modo coerente con la struttura dichiarata. La corretta organizzazione della governance, la localizzazione delle funzioni decisionali e la presenza di un’effettiva operatività rappresentano elementi essenziali per garantire la solidità dell’intera struttura e ridurre il rischio di contestazioni future.


IMPOSTE SUI DIVIDENDI E BREXIT

L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea ha modificato il quadro normativo applicabile ai flussi finanziari tra società britanniche e società residenti negli Stati membri. In particolare, non trovano più applicazione nei rapporti con il Regno Unito la Direttiva madre-figlia (2011/96/UE) e la Direttiva interessi e royalties (2003/49/CE), che per molti anni hanno rappresentato uno strumento rilevante nella pianificazione dei gruppi internazionali.

La cessazione di tali direttive non significa necessariamente un aggravio automatico della fiscalità applicabile ai dividendi, agli interessi o alle royalties. Tuttavia, impone una verifica più attenta delle convenzioni contro le doppie imposizioni e delle normative nazionali dei Paesi coinvolti.

Per le imprese italiane che detengono partecipazioni attraverso una Holding LTD, assume particolare rilievo la Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Regno Unito. L’applicazione delle disposizioni convenzionali può infatti incidere sul trattamento fiscale dei flussi transfrontalieri e sulla presenza di eventuali ritenute alla fonte.

Dopo la Brexit, la valutazione della struttura non può quindi limitarsi alla sola fiscalità britannica, ma richiede un’analisi coordinata delle regole applicabili nei diversi ordinamenti coinvolti. La corretta gestione dei dividendi, degli interessi e delle royalties rappresenta uno degli aspetti centrali nella progettazione di una Holding internazionale.

Per comprendere il funzionamento di queste strutture è opportuno esaminare anche alcuni dei principali regimi fiscali previsti dall’ordinamento britannico per le società che detengono partecipazioni.


REGIMI FISCALI RILEVANTI PER LE HOLDING LTD

Quando si analizza una Holding LTD, è necessario distinguere tra la fiscalità ordinaria applicabile alla società e i regimi specifici che possono assumere rilievo nella gestione di partecipazioni societarie e gruppi internazionali. Tra gli aspetti maggiormente richiamati nella pianificazione delle Holding britanniche figurano il trattamento dei dividendi percepiti dalle partecipate, il regime applicabile alle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni e il sistema di Group Relief previsto per i gruppi societari.

Con riferimento ai dividendi, il trattamento fiscale effettivamente applicabile dipende da molteplici fattori, tra cui la provenienza dei flussi, la natura delle partecipazioni detenute e le caratteristiche complessive della struttura societaria. Per questo motivo non è possibile individuare una soluzione uniforme valida per ogni operazione.

Analoga attenzione deve essere riservata alle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni. L’ordinamento britannico prevede infatti specifiche disposizioni che, in presenza di determinati requisiti, possono incidere sul trattamento fiscale delle operazioni di dismissione delle partecipazioni societarie.

Per i gruppi composti da più società può inoltre assumere particolare rilievo il regime di Group Relief, che consente, entro determinati limiti e condizioni, l’utilizzo delle perdite fiscali maturate da una società nell’ambito della posizione fiscale di altre società appartenenti al medesimo gruppo.

Accanto alle norme interne, occorre infine considerare la rete di convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate dal Regno Unito con numerosi Paesi. In molte operazioni internazionali il trattamento fiscale effettivo deriva infatti dall’interazione tra la normativa britannica, la normativa dello Stato estero interessato e le disposizioni convenzionali applicabili.


REQUISITI DI SOSTANZA ECONOMICA

La costituzione di una Holding LTD nel Regno Unito non può essere ridotta a un adempimento formale. Affinché la struttura risulti coerente con le finalità dichiarate, è necessario che la società disponga di una reale organizzazione e che le funzioni strategiche vengano effettivamente svolte nel contesto indicato.

Uno degli elementi maggiormente considerati riguarda il luogo in cui vengono assunte le decisioni rilevanti per la gestione della società. La localizzazione della direzione effettiva continua infatti a rappresentare uno dei principali criteri utilizzati dalle amministrazioni fiscali per valutare la residenza della società. Nella pratica assumono particolare rilievo elementi quali il luogo di svolgimento delle riunioni del board, la negoziazione dei principali contratti, la gestione dei rapporti con le società partecipate, la disponibilità e l’operatività dei conti bancari, la conservazione della documentazione societaria e l’effettivo esercizio delle funzioni decisionali da parte degli amministratori.

Particolare attenzione deve inoltre essere riservata alla documentazione delle decisioni strategiche, alla conservazione dei verbali degli organi amministrativi e alla tracciabilità delle attività svolte dalla Holding. Si tratta di elementi che assumono frequentemente rilievo nelle verifiche relative alla residenza fiscale della società e alla concreta localizzazione della direzione effettiva.

La mera disponibilità di un indirizzo nel Regno Unito o la presenza di figure nominate formalmente non sono normalmente elementi sufficienti a dimostrare l’esistenza di una reale sostanza economica. È invece necessario che l’organizzazione della società sia coerente con il ruolo che essa dichiara di svolgere all’interno del gruppo.

In assenza di tale coerenza, la struttura può essere esposta a contestazioni relative alla residenza fiscale e alla localizzazione della direzione effettiva. Per questo motivo la progettazione di una Holding internazionale richiede una valutazione preventiva non soltanto degli aspetti fiscali, ma anche degli elementi societari, organizzativi e gestionali che consentono di sostenere nel tempo la validità della struttura adottata.


IL PROBLEMA NON È LA LTD. È L’IDEA SBAGLIATA CHE MOLTI HANNO DELLA LTD

Una delle convinzioni più diffuse sul web è che sia sufficiente costituire una LTD nel Regno Unito per trasformare un’impresa italiana in una struttura internazionale. È il messaggio che da anni viene alimentato da operatori che vendono società estere preconfezionate, indirizzi virtuali e soluzioni standardizzate presentate come strumenti di pianificazione internazionale.

Il problema è che una Holding non acquista valore perché viene registrata a Londra. Acquista valore quando svolge una funzione che prima non esisteva. Se la struttura non migliora il modo in cui vengono governate partecipazioni, investimenti, soci e decisioni strategiche, il Paese nel quale è stata costituita diventa un elemento secondario.

Nella pratica professionale capita frequentemente di analizzare società formalmente internazionali che non hanno modificato in alcun modo l’organizzazione dell’impresa. L’imprenditore continua a prendere tutte le decisioni dall’Italia, continua a gestire direttamente ogni attività rilevante e continua a concentrare su di sé ogni funzione strategica. La Holding estera esiste, ma il sistema di comando dell’azienda è identico a quello precedente. Ed è proprio qui che emerge l’equivoco.

Molte strutture vengono create inseguendo un presunto vantaggio fiscale senza che esista una reale esigenza di riorganizzazione societaria, crescita internazionale o assetto proprietario. Il risultato è una società estera che aumenta costi, adempimenti e complessità amministrativa senza generare alcun miglioramento concreto per l’impresa.

Le Holding utilizzate dai gruppi imprenditoriali più evoluti seguono una logica opposta. Non nascono dalla ricerca di una giurisdizione. Nascono dalla necessità di risolvere problemi che normalmente emergono quando il patrimonio cresce, quando entrano nuovi soci, quando si pianificano acquisizioni, quando arrivano investitori o quando diventa necessario organizzare il futuro dell’impresa oltre la figura del fondatore.

Per questo motivo la domanda corretta non è: “Come posso aprire una LTD nel Regno Unito?”. La domanda corretta è molto più scomoda: “Quale problema della mia impresa sto cercando di risolvere?” Perché se non esiste una risposta chiara, molto probabilmente non serve una Holding internazionale. Serve prima una strategia.


QUANDO UNA HOLDING LTD PUÒ ESSERE PREFERIBILE A UNA HOLDING ITALIANA

Nella maggior parte delle operazioni domestiche una Holding italiana rappresenta la soluzione più lineare ed efficiente. Esistono tuttavia contesti nei quali una Holding LTD può risultare maggiormente funzionale agli obiettivi del gruppo, non per ragioni fiscali, ma per esigenze di governance, investimento e sviluppo internazionale.

Uno dei casi più frequenti riguarda l’ingresso di investitori esteri. Fondi di investimento, venture capital, family office e operatori di private equity internazionali sono spesso abituati a negoziare operazioni disciplinate da modelli contrattuali di derivazione anglosassone. Clausole quali drag along, tag along, liquidation preference, ratchet, good leaver, bad leaver e meccanismi avanzati di governance trovano infatti ampia diffusione nelle operazioni strutturate secondo il diritto inglese e risultano immediatamente comprensibili agli investitori internazionali.

Un ulteriore ambito di applicazione riguarda le operazioni straordinarie transfrontaliere. Acquisizioni, joint venture, aggregazioni societarie e processi di raccolta di capitali che coinvolgono soggetti appartenenti a ordinamenti differenti richiedono spesso una piattaforma societaria neutrale e riconoscibile dalle controparti coinvolte. In questi casi una Holding LTD può agevolare il dialogo tra investitori, advisor, istituti finanziari e partner industriali provenienti da differenti Paesi.

La scelta di una capogruppo britannica può inoltre assumere rilievo quando il gruppo detiene partecipazioni distribuite in più giurisdizioni. La presenza di società operative in Europa, Stati Uniti, Medio Oriente o Asia può rendere opportuno concentrare il controllo delle partecipazioni all’interno di una struttura societaria familiare agli operatori internazionali e frequentemente utilizzata nelle operazioni cross-border.

Nelle operazioni più complesse il valore della Holding non deriva dalla partecipazione detenuta, ma dalla possibilità di disciplinare il controllo proprietario del gruppo, regolare i rapporti tra fondatori e investitori, governare l’ingresso di nuovi soci e pianificare in modo ordinato l’evoluzione futura dell’assetto societario.

La decisione richiede quindi un’analisi preventiva della composizione del gruppo, della provenienza degli investitori, delle prospettive di crescita internazionale e delle future operazioni straordinarie che potrebbero interessare l’assetto proprietario dell’impresa.


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CONCLUSIONI: PRIMA DI COSTITUIRE UNA HOLDING LTD, C’È UNA DOMANDA A CUI DEVI SAPER RISPONDERE

Quando si parla di Holding LTD nel Regno Unito, il dibattito si concentra quasi sempre sugli aspetti sbagliati. Aliquote fiscali, costi di costituzione, adempimenti amministrativi, Brexit e apertura della società finiscono spesso per occupare l’intera discussione. Sono temi importanti, ma raramente rappresentano il vero motivo per cui gruppi imprenditoriali, investitori e società strutturate scelgono di adottare una Holding internazionale.

La domanda realmente importante è un’altra: quale problema deve risolvere questa Holding? Se la risposta coincide esclusivamente con il risparmio fiscale, probabilmente il progetto è stato impostato partendo da una prospettiva errata. Una Holding non dovrebbe esistere per aggiungere una società all’organigramma, ma per organizzare il controllo delle partecipazioni, disciplinare i rapporti tra soci, governare investimenti, supportare operazioni straordinarie e rendere più stabile l’evoluzione futura del gruppo.

Nella pratica professionale capita frequentemente di analizzare strutture internazionali che, nonostante la loro apparente complessità, non producono alcun beneficio concreto. L’imprenditore continua a prendere tutte le decisioni dall’Italia, continua a gestire direttamente ogni attività rilevante e continua a concentrare su di sé ogni funzione strategica. In questi casi la Holding estera esiste formalmente, ma non modifica in alcun modo il sistema di comando dell’impresa. Una società non è una strategia, così come una giurisdizione non rappresenta automaticamente un vantaggio competitivo.

Una Holding dovrebbe essere giudicata per i problemi che è in grado di risolvere quando l’impresa cresce, quando entrano nuovi investitori, quando aumenta il valore del patrimonio, quando si pianificano acquisizioni, quando emergono esigenze di governance o quando diventa necessario organizzare il futuro dell’azienda oltre la figura del fondatore. Se la struttura non migliora il controllo, non rafforza l’assetto proprietario e non rende più efficiente il governo del gruppo, il luogo in cui è stata costituita diventa un dettaglio secondario.  I problemi più costosi non sono quasi mai fiscali. Riguardano il controllo, la governance e la capacità di governare il futuro dell’impresa.


UNA HOLDING INTERNAZIONALE NON SI ACQUISTA. SI PROGETTA.

La maggior parte delle Holding internazionali non genera i risultati che l’imprenditore si aspetta. Non per ragioni fiscali, ma perché viene costituita prima ancora di aver individuato il problema che dovrebbe risolvere. Una Holding può rappresentare uno strumento straordinariamente efficace per organizzare il controllo di un gruppo, governare investimenti, disciplinare i rapporti tra soci e pianificare l’evoluzione futura dell’impresa. Può però trasformarsi in una semplice sovrastruttura amministrativa quando viene progettata partendo dalla giurisdizione anziché dalla funzione che è chiamata a svolgere.

L’intervento si rivolge a imprese e gruppi familiari che affrontano passaggi critici e non più rimandabili: riorganizzazioni societarie straordinarie, ridefinizione degli assetti proprietari, passaggi generazionali o tensioni sulla liquidità. L’obiettivo non è produrre faldoni di documentazione teorica, ma ristabilire metodo decisionale, coerenza strategica e capacità di governo, proteggendo il valore costruito nel tempo e riducendo la propagazione del rischio all’interno del gruppo.

L’attività è diretta da Matteo Rinaldi, advisor strategico specializzato nella progettazione societaria e nell’architettura di patrimoni e strutture complesse. Il suo approccio integra diritto societario, fiscalità e direzione d’impresa per costruire assetti giuridici e organizzativi capaci di reggere nel tempo anche durante fasi di forte pressione finanziaria, discontinuità generazionale o tensione decisionale. Il lavoro si concentra sulla progettazione e sulla regia di strutture societarie e patrimoniali non standard, concepite per preservare continuità, controllo decisionale e stabilità della governance nelle fasi più delicate della vita dell’impresa.

L’attività si sviluppa a Milano, centro nel quale vengono strutturate alcune delle principali operazioni societarie, patrimoniali e di riorganizzazione dei gruppi imprenditoriali italiani. In questo contesto ESP guidata da Matteo Rinaldi, opera come boutique advisor indipendente specializzata nella progettazione di Holding, architetture proprietarie, passaggi generazionali e strutture societarie multilivello. Per le operazioni che coinvolgono il Regno Unito, l’attività viene svolta in coordinamento con il partner ESP CAPITAL LTD, società con sede a Londra che supporta gli aspetti operativi delle strutture internazionali.


SESSIONE TECNICA RISERVATA DI ANALISI STRUTTURALE

La Sessione Tecnica Riservata è un incontro strategico di 60 minuti finalizzato a valutare la tenuta complessiva dell’assetto societario, decisionale e patrimoniale dell’impresa, con particolare attenzione alla posizione dell’amministratore e alla sostenibilità della governance.

Durante l’incontro vengono analizzati, in chiave direzionale e non meramente contabile, bilanci, assetti organizzativi, patti sociali, deleghe, verbali assembleari e flussi decisionali. L’analisi consente di individuare criticità strutturali, aree di esposizione e punti di forza che incidono direttamente sulla capacità di governo dell’impresa e sulla responsabilità dell’organo amministrativo.

L’obiettivo del confronto non è proporre soluzioni immediate o standardizzate, ma verificare la reale coerenza dell’assetto societario e chiarire se, dove e come sia necessario intervenire su governance, struttura patrimoniale e metodo decisionale. Al termine della sessione, l’imprenditore riceve una valutazione chiara della sostenibilità dell’assetto attuale e dell’eventuale necessità di avviare un percorso di riorganizzazione societaria, patrimoniale o decisionale prima che la situazione comprometta ulteriormente gli equilibri del gruppo.

La sessione è condotta personalmente da Matteo Rinaldi e si svolge presso lo studio di Milano oppure in videoconferenza riservata. Ogni informazione condivisa è trattata con la massima riservatezza ed è tutelata dalla sottoscrizione di un accordo di non divulgazione (NDA) bilaterale. L’attivazione della sessione e lo screening documentale preliminare prevedono un costo di € 300 + IVA. La Sessione Tecnica costituisce il punto di accesso selettivo a un’attività di advisory strategica rivolta esclusivamente a realtà imprenditoriali chiamate ad affrontare decisioni strutturali, patrimoniali o societarie di rilevanza critica.


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