BILANCIO D’ESERCIZIO: COME BANCHE, CERVED, CRIBIS E MODEFINANCE VALUTANO L’IMPRESA
Data
12.07.2025
Matteo Rinaldi
Il bilancio d’esercizio rappresenta la principale fonte pubblica di informazioni attraverso cui banche, Cerved, Cribis, ModeFinance e gli altri sistemi di valutazione giudicano l’impresa. Il merito creditizio non dipende soltanto dai risultati economici, ma anche dalla qualità, completezza e coerenza dell’informazione economico-finanziaria resa disponibile. Questo articolo analizza come il bilancio viene letto, quali elementi incidono sulla valutazione dell’impresa e perché la sua struttura può influenzare rating, affidabilità, accesso al credito e operazioni di due diligence.
PERCHÉ IL BILANCIO D’ESERCIZIO È IL PRINCIPALE STRUMENTO DI VALUTAZIONE DELL’IMPRESA
Il bilancio, se trattato come mero obbligo civilistico, resta carta depositata. Se invece diventa leva strategica, si trasforma nel principale documento attraverso cui il mercato misura la qualità dell’impresa. Banche, investitori istituzionali, fondi, partner industriali e sistemi di rating non conoscono l’imprenditore: conoscono il bilancio. Quest’ultimo costituisce la principale base informativa sulla quale tali soggetti costruiscono il proprio giudizio in ordine all’affidabilità aziendale, al merito creditizio, alla sostenibilità finanziaria e, in molti casi, al valore stesso dell’impresa.
Più che rappresentare soltanto il risultato dell’esercizio, il bilancio rende intelligibile la struttura economica, patrimoniale e finanziaria dell’impresa agli utilizzatori del bilancio. Gli stessi numeri possono generare valutazioni profondamente diverse quando vengono analizzati da banche, investitori, società di informazioni commerciali, sistemi di rating come Cerved, Cribis e ModeFinance oppure nell’ambito di una due diligence. La differenza non risiede nei numeri, ma nella qualità, nella completezza e nella coerenza delle informazioni rese disponibili. La realtà economica dell’impresa rimane invariata; cambia la capacità del mercato di comprenderla e valutarla.
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ToggleSotto questo profilo, il bilancio cessa di essere un semplice documento contabile e diventa il principale strumento di comunicazione economico-finanziaria dell’impresa. Non modifica i risultati aziendali, ma determina il modo in cui essi vengono letti, riclassificati e valutati da chi deve concedere credito, investire capitale, instaurare rapporti commerciali o formulare un giudizio sull’affidabilità della società. È proprio nello spazio che separa la redazione del bilancio dalla sua interpretazione da parte del mercato che assume una funzione strategica: non cambiano i numeri, cambia la loro capacità di rappresentare fedelmente l’impresa agli occhi di chi la deve valutare.
COME IL BILANCIO D’ESERCIZIO INFLUENZA IL RATING AZIENDALE E IL MERITO CREDITIZIO
Il bilancio d’esercizio assolve una funzione giuridica ben definita: rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della società secondo i principi civilistici e contabili applicabili. Lo stesso documento costituisce però anche la principale base informativa utilizzata da banche, investitori, società di informazioni commerciali e sistemi di rating per valutare affidabilità aziendale, merito creditizio, sostenibilità finanziaria e capacità di creare valore nel tempo.
Per merito creditizio si intende la valutazione della capacità dell’impresa di adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni finanziarie. Tale giudizio non dipende da un solo indicatore, ma dall’analisi coordinata di informazioni economiche, patrimoniali, finanziarie e andamentali, integrate con ulteriori elementi utilizzati dagli intermediari finanziari e dagli altri soggetti chiamati a valutare l’affidabilità dell’impresa.
Le informazioni contenute nello stato patrimoniale, nel conto economico, nella nota integrativa e, quando prevista, nella Relazione sulla Gestione vengono analizzate, riclassificate e confrontate con dati storici, settoriali e andamentali. Da questa elaborazione vengono ricostruiti gli indicatori che consentono di valutare la solidità dell’impresa, la capacità di generare reddito, l’equilibrio economico-finanziario, la sostenibilità dell’indebitamento e la continuità aziendale.
Il bilancio assume quindi una funzione che va oltre il semplice deposito presso il Registro delle Imprese. Diventa il principale strumento attraverso cui l’impresa comunica la propria struttura economica e finanziaria al mercato. Quanto più le informazioni risultano complete, coerenti, confrontabili e correttamente contestualizzate, tanto maggiore sarà la possibilità di formulare valutazioni aderenti alla reale situazione aziendale.
In questo contesto la forma ordinaria del bilancio assume un rilievo particolare. Pur non rappresentando una soluzione necessaria in ogni situazione, mette generalmente a disposizione un patrimonio informativo più ampio rispetto alle forme semplificate previste dall’ordinamento. Nota integrativa e Relazione sulla Gestione non costituiscono meri allegati descrittivi, ma strumenti essenziali per comprendere le scelte gestionali, la struttura finanziaria, i fattori di rischio e le prospettive dell’impresa.
Il bilancio strategico non coincide con un diverso modello di redazione né con una diversa rappresentazione dei risultati economici. Coincide con la capacità di costruire un’informazione economico-finanziaria completa, coerente e comprensibile, idonea a consentire a banche, investitori, partner industriali e sistemi di rating di valutare l’impresa per ciò che realmente è. L’obiettivo non consiste nel migliorare artificialmente il giudizio del mercato, ma nel permettere che tale giudizio si fondi sulla reale struttura economica, patrimoniale e finanziaria della società.
CHI LEGGE DAVVERO IL BILANCIO DI UN’IMPRESA
Quando un’impresa deposita il bilancio presso il Registro delle Imprese, il documento non è destinato esclusivamente ai soci, all’Amministrazione finanziaria o al commercialista che lo ha predisposto. Esso costituisce la principale fonte pubblica di informazioni economico-finanziarie sull’impresa e viene consultato, analizzato e confrontato da una pluralità di soggetti, ciascuno portatore di interessi differenti ma accomunati dalla necessità di valutarne affidabilità, solidità, continuità aziendale e capacità prospettica.
Le banche utilizzano il bilancio per valutare il merito creditizio, la sostenibilità dell’indebitamento e la capacità dell’impresa di far fronte ai propri impegni finanziari. Le società di informazioni commerciali, come Cerved, Cribis, ModeFinance e CreditSafe, lo integrano con ulteriori dati pubblici e comportamentali per elaborare indicatori di rischio e di affidabilità. Gli investitori istituzionali e i fondi di private equity ne analizzano la redditività, la generazione di cassa e le prospettive di crescita. Nelle operazioni di acquisizione, fusione o ingresso di nuovi soci, il bilancio rappresenta uno dei principali documenti esaminati durante la due diligence.
Anche fornitori strategici, assicurazioni del credito, partner industriali, advisor finanziari, revisori e potenziali acquirenti utilizzano il bilancio come base informativa per assumere decisioni economiche. Ciascuno osserva aspetti differenti, ma tutti formulano il proprio giudizio partendo dallo stesso documento.
Il documento è il medesimo; cambia invece la prospettiva di chi lo utilizza. La banca ricerca la capacità di rimborso, l’investitore la creazione di valore, il fornitore la solvibilità, il partner industriale la stabilità dell’impresa, mentre i sistemi di rating ricostruiscono indicatori economici, patrimoniali e finanziari attraverso metodologie proprietarie. Il bilancio rappresenta quindi l’infrastruttura informativa comune sulla quale ciascun utilizzatore costruisce il proprio processo valutativo.
È proprio questa pluralità di utilizzatori a spiegare perché la qualità della rappresentazione contabile assuma un’importanza determinante. Un’informazione economico-finanziaria completa, coerente e correttamente contestualizzata non modifica la realtà dell’impresa, ma consente a ciascun utilizzatore del bilancio di comprenderla e valutarla sulla base della sua effettiva consistenza economica, patrimoniale e finanziaria.
PERCHÉ IL BILANCIO MINIMALE PUÒ LIMITARE LA VALUTAZIONE DELL’IMPRESA
L’ordinamento consente alle società che ne possiedono i requisiti di redigere il bilancio in forma abbreviata o come microimpresa, prevedendo un’informativa semplificata rispetto al bilancio ordinario. Si tratta di una scelta pienamente legittima, coerente con la finalità di ridurre gli oneri amministrativi, che tuttavia comporta una minore disponibilità di informazioni pubbliche per chi è chiamato a valutare l’impresa.
Banche, investitori, partner industriali, società di informazioni commerciali e potenziali acquirenti non si limitano a verificare il risultato economico dell’esercizio. L’analisi riguarda la capacità dell’impresa di generare reddito, mantenere l’equilibrio economico e finanziario, sostenere l’indebitamento, produrre flussi di cassa e garantire la continuità aziendale. Quanto più le informazioni economico-finanziarie pubblicamente disponibili risultano complete, coerenti e correttamente contestualizzate, tanto maggiore sarà la possibilità di formulare una valutazione aderente alla reale situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società.
Le forme semplificate di bilancio possono rendere meno immediata la ricostruzione di indicatori economico-finanziari, la comprensione delle dinamiche gestionali e la valutazione del profilo di rischio dell’impresa. Ciò non significa che un bilancio abbreviato o micro sia meno corretto o meno attendibile rispetto a un bilancio ordinario, ma semplicemente che, in presenza di un’informativa pubblica più limitata, gli utilizzatori esterni possono dover integrare la propria analisi con ulteriori elementi conoscitivi o adottare un approccio maggiormente prudenziale.
Per questo motivo la scelta della forma di bilancio assume una rilevanza che va oltre il semplice adempimento civilistico. Quando l’obiettivo dell’impresa è migliorare il dialogo con il sistema bancario, affrontare una due diligence, attrarre investitori, sostenere una valutazione aziendale o preparare operazioni straordinarie, la qualità dell’informazione economico-finanziaria rappresenta un elemento determinante affinché il mercato possa comprendere correttamente la reale struttura dell’impresa.
GLI ERRORI DI RAPPRESENTAZIONE CHE POSSONO INCIDERE SULLA VALUTAZIONE DELL’IMPRESA
La valutazione di un’impresa non dipende esclusivamente dai risultati economici conseguiti, ma anche dalla qualità con cui tali risultati vengono rappresentati nel bilancio. Informazioni incomplete, incoerenti tra i documenti che compongono il fascicolo di bilancio o scarsamente contestualizzate possono rendere più complessa la lettura della situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società, inducendo banche, investitori, società di informazioni commerciali e altri utilizzatori del bilancio ad adottare valutazioni maggiormente prudenti.
Particolare rilievo assumono la chiarezza della nota integrativa, la coerenza tra stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario (quando previsto) e Relazione sulla Gestione, nonché la corretta rappresentazione delle principali dinamiche economiche, patrimoniali e finanziarie dell’impresa. Non si tratta di modificare i numeri, ma di migliorarne la capacità informativa affinché possano essere interpretati nel corretto contesto economico, gestionale e prospettico.
La qualità della rappresentazione dipende anche dalla coerenza complessiva del modello economico-finanziario dell’impresa. Redditività, struttura patrimoniale, composizione dell’indebitamento, capacità di generare flussi di cassa, investimenti e fonti di finanziamento devono risultare reciprocamente coerenti. Anche in presenza di dati formalmente corretti, eventuali disallineamenti possono richiedere ulteriori approfondimenti da parte di banche, investitori, società di rating e altri soggetti valutatori, incidendo sulla percezione della solidità, della sostenibilità finanziaria e dell’affidabilità aziendale.
Lo stesso risultato d’esercizio può essere interpretato in modo differente quando è inserito all’interno di una rappresentazione completa e coerente della gestione aziendale oppure quando viene letto isolatamente, senza gli elementi necessari per comprenderne origine, sostenibilità, evoluzione e prospettive. La qualità dell’informazione economico-finanziaria assume quindi un ruolo centrale nella valutazione del merito creditizio, dell’affidabilità dell’impresa, delle operazioni di due diligence, della concessione del credito e dei processi di valutazione aziendale.
Un bilancio costruito con un approccio strategico non altera la realtà economica della società né modifica i risultati dell’esercizio. Consente invece agli utilizzatori del bilancio di formulare valutazioni fondate su un’informazione economico-finanziaria completa, coerente e correttamente interpretabile, capace di rappresentare fedelmente la reale situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’impresa. Quanto maggiore è la qualità delle informazioni rese disponibili, tanto più il giudizio potrà riflettere la sostanza economica della società anziché i limiti della sua rappresentazione contabile.
ESEMPIO CONCETTUALE: COME LA QUALITÀ DELL’INFORMAZIONE PUÒ INCIDERE SULLA VALUTAZIONE
| Elemento osservato | SRL A – Bilancio con informativa semplificata | SRL B – Bilancio con informativa più completa |
|---|---|---|
| Informazioni pubbliche disponibili | Limitate alle informazioni obbligatorie | Maggiore livello di dettaglio e contestualizzazione |
| Nota integrativa | Essenziale | Approfondita |
| Relazione sulla Gestione | Non presente (ove consentito) | Presente |
| Comprensione delle dinamiche aziendali | Può richiedere ulteriori approfondimenti | Più immediata |
| Analisi del merito creditizio | Può richiedere documentazione integrativa | Più agevole grazie a un patrimonio informativo più ampio |
| Due diligence | Maggiori richieste di chiarimento | Informazioni pubbliche più complete |
| Valutazione complessiva | Basata su un’informativa più limitata | Basata su un patrimonio informativo più ricco |
L’esempio evidenzia come, a parità di risultati economici, possa cambiare la qualità delle informazioni disponibili per chi è chiamato a valutare l’impresa. L’obiettivo di un bilancio costruito con un approccio strategico non è orientare artificialmente il giudizio del mercato, ma consentire a banche, investitori, partner industriali e altri utilizzatori del bilancio di formulare valutazioni fondate su una rappresentazione completa, coerente e correttamente interpretabile della reale situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società.
COME LEGGONO BANCHE, CERVED, CRIBIS E MODEFINANCE IL TUO BILANCIO
Quando un’impresa deposita il bilancio d’esercizio, il documento entra a far parte del quadro informativo utilizzato da banche, società di informazioni commerciali, investitori, assicurazioni del credito e sistemi di rating per formulare valutazioni sull’affidabilità dell’impresa. L’analisi non si fonda esclusivamente sul risultato economico dell’esercizio, ma sulla capacità del bilancio di rappresentare in modo completo, coerente e comprensibile la struttura economica, patrimoniale e finanziaria della società.
I modelli di valutazione adottati dagli intermediari finanziari e dalle principali piattaforme di rating combinano informazioni quantitative, qualitative e andamentali. Oltre ai dati desumibili dal bilancio vengono normalmente considerati indicatori economico-finanziari, comportamenti di pagamento, struttura dell’indebitamento, andamento dei rapporti creditizi, informazioni pubbliche e ulteriori elementi utili a ricostruire il profilo di rischio dell’impresa. Il bilancio rappresenta quindi la principale base informativa dalla quale prende avvio il processo di valutazione dell’impresa.
Nelle analisi economico-finanziarie assumono particolare rilievo la capacità dell’impresa di generare reddito e flussi di cassa, l’equilibrio patrimoniale e finanziario, la sostenibilità dell’indebitamento, la continuità aziendale e la coerenza tra risultati economici, struttura finanziaria e modello di business. Quando una banca valuta il bilancio di un’impresa osserva principalmente questi elementi, dai quali ricava indicazioni sulla capacità di rimborso, sulla sostenibilità della gestione e sul merito creditizio. Quanto più il quadro informativo risulta completo e correttamente contestualizzato, tanto maggiore sarà la possibilità di ricostruire indicatori affidabili e formulare una valutazione aderente alla reale situazione dell’impresa.
Cerved, Cribis, ModeFinance e CreditSafe adottano metodologie proprietarie differenti, ma condividono un presupposto comune: la qualità della valutazione dipende anche dalla qualità delle informazioni disponibili. Un bilancio che renda pienamente comprensibili le principali dinamiche economiche, patrimoniali e finanziarie consente generalmente analisi più approfondite rispetto a una documentazione caratterizzata da un’informativa pubblica più limitata.
La Centrale dei Rischi della Banca d’Italia contribuisce inoltre ad arricchire il quadro informativo disponibile agli intermediari attraverso i dati relativi ai rapporti creditizi censiti. La qualità della valutazione dipende anche dalla coerenza tra il bilancio e le informazioni andamentali: esposizione bancaria, composizione dell’indebitamento, utilizzo degli affidamenti e struttura finanziaria devono risultare compatibili con il modello economico dell’impresa e con la sua capacità di rimborso.
La valutazione dell’impresa deriva dall’integrazione di fonti informative differenti e non dalla lettura isolata di un singolo indicatore o di una singola voce di bilancio. L’obiettivo non è predisporre un bilancio orientato a ottenere un determinato rating, ma costruire un’informazione economico-finanziaria completa, coerente e correttamente interpretabile, affinché banche, investitori, sistemi di rating e altri utilizzatori possano formulare il proprio giudizio sulla reale consistenza economica, patrimoniale e finanziaria dell’impresa.
IL BILANCIO È IL PUNTO DI PARTENZA DELLA VALUTAZIONE, NON IL SUO PUNTO DI ARRIVO
Il bilancio d’esercizio costituisce la principale fonte pubblica di informazioni sull’impresa, ma raramente rappresenta l’unico elemento sul quale si fonda una decisione economica o creditizia. La valutazione dell’affidabilità aziendale nasce normalmente dall’integrazione di molteplici fonti informative, che consentono di collocare i dati di bilancio all’interno del più ampio contesto economico, finanziario e gestionale della società.
Gli intermediari finanziari, gli investitori, le società di informazioni commerciali e gli altri utilizzatori del bilancio integrano abitualmente i dati contabili con ulteriori elementi, quali l’andamento dei rapporti bancari, le informazioni della Centrale dei Rischi della Banca d’Italia, i comportamenti di pagamento, la struttura dell’indebitamento, l’evoluzione dei flussi finanziari, la continuità dei risultati economici e, quando disponibili, piani industriali, budget e informazioni prospettiche. Il giudizio finale deriva quindi dalla coerenza complessiva del quadro informativo e non dalla lettura isolata di un singolo indicatore.
È proprio questa funzione di raccordo che rende il bilancio il principale documento economico-finanziario dell’impresa. Non costituisce l’unica fonte sulla quale si fonda il giudizio del mercato, ma rappresenta il punto di riferimento attraverso cui vengono interpretati dati andamentali, indicatori economico-finanziari, informazioni prospettiche e ulteriori elementi conoscitivi. Quanto più la rappresentazione contabile risulta completa, coerente e comprensibile, tanto maggiore sarà la capacità degli utilizzatori del bilancio di formulare valutazioni fondate sulla reale struttura economica, patrimoniale e finanziaria dell’impresa.
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CONCLUSIONI: IL BILANCIO COME INFRASTRUTTURA DELLA FIDUCIA
Il bilancio d’esercizio non rappresenta soltanto un adempimento previsto dall’ordinamento né un documento destinato esclusivamente al deposito presso il Registro delle Imprese. È la principale infrastruttura informativa attraverso cui banche, investitori, partner industriali, società di informazioni commerciali e mercato costruiscono il proprio giudizio sull’impresa.
La qualità di tale giudizio non dipende esclusivamente dai risultati economici conseguiti, ma anche dalla capacità del bilancio di rappresentarli in modo completo, coerente e correttamente interpretabile. Una rappresentazione informativa efficace non modifica la realtà aziendale, ma consente agli utilizzatori del bilancio di comprenderla nella sua effettiva consistenza economica, patrimoniale e finanziaria, riducendo il rischio che decisioni rilevanti vengano assunte sulla base di informazioni incomplete o difficilmente leggibili.
In questo senso il bilancio strategico non costituisce un diverso modello contabile, né uno strumento volto a influenzare artificialmente il merito creditizio o la valutazione dell’impresa. Rappresenta piuttosto un diverso approccio alla costruzione dell’informazione economico-finanziaria: un approccio orientato alla chiarezza, alla coerenza, alla trasparenza e alla capacità di rendere intellegibile la reale struttura dell’impresa ai soggetti chiamati a valutarla.
In un contesto nel quale le decisioni economiche sono sempre più fondate su informazioni pubbliche, sistemi di rating, analisi automatizzate e processi di due diligence, il valore del bilancio non coincide più soltanto con ciò che certifica, ma con ciò che rende conoscibile. È in questa capacità di trasformare i dati contabili in un’informazione economico-finanziaria completa, affidabile e comprensibile che il bilancio esprime oggi la propria funzione strategica e diventa uno degli strumenti più rilevanti per la credibilità, la valutazione e lo sviluppo dell’impresa.
CONSULENZA FINANZIARIA STRATEGICA PER PMI E GRUPPI AZIENDALI
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