Vai al contenuto

Caso Studio: Tesoreria e Debito nelle Ristrutturazioni

Data:

IL CONTESTO

Un’impresa di Firenze, con tre soci e un volume d’affari di €8 milioni, eseguiva ristrutturazioni di strutture alberghiere e punti vendita per general contractor privati. L’acquisizione di nuove commesse comportava la gestione simultanea di più cantieri, con anticipazioni per materiali, manodopera e subappalti. La società era inoltre impegnata nel rimborso dei finanziamenti contratti durante il Covid. L’incremento del portafoglio ordini richiedeva quindi una verifica della capacità finanziaria dell’impresa, tenendo conto sia del capitale necessario all’esecuzione dei lavori sia delle scadenze bancarie.

CRITICITÀ

I pagamenti a fornitori e subappaltatori precedevano parte degli incassi previsti dai contratti con i general contractor. La sovrapposizione delle commesse aumentava il capitale circolante assorbito dai cantieri, mentre il rimborso dei finanziamenti Covid impegnava una quota della cassa generata dall’attività. Il volume d’affari e la marginalità delle singole commesse non consentivano, da soli, di determinare le risorse disponibili. Occorreva quantificare il fabbisogno nei diversi periodi e verificare se la gestione operativa potesse sostenere contemporaneamente i lavori e il servizio del debito.

ATTIVITÀ DI PROGETTAZIONE

L’intervento è partito dalla ricostruzione dei budget di cantiere e dei relativi margini di contribuzione, distinguendo costi diretti e costi fissi di struttura. Anticipi, stati di avanzamento, incassi contrattuali e pagamenti sono stati ricondotti a un piano di tesoreria mensile, integrato con quote capitale e interessi dei finanziamenti bancari. Su tale base abbiamo determinato il fabbisogno prospettico di liquidità e verificato, mediante il DSCR, la capacità dei flussi di cassa disponibili di sostenere il servizio del debito. Le simulazioni sugli slittamenti degli incassi hanno consentito di individuare i periodi di maggiore esposizione finanziaria.

ASSETTO FINALE

Il sistema di pianificazione distingue la redditività delle commesse dal capitale necessario alla loro esecuzione e ne raccorda gli effetti alla tesoreria aziendale. Il piano incorpora le scadenze bancarie, rendendo verificabile la capacità di rimborso anche in presenza di nuovi lavori. Prima di assumere ulteriori impegni, i soci esaminano il margine previsto, il calendario dei flussi e il fabbisogno aggiuntivo. Quando il piano evidenzia un fabbisogno non coperto, l’assunzione di nuovi impegni viene subordinata alla revisione delle condizioni contrattuali o alla preventiva individuazione di adeguate coperture finanziarie.

CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE

L’intervento ha trasformato la pianificazione finanziaria da verifica della liquidità disponibile a strumento per decidere quali commesse acquisire e a quali condizioni. Le nuove commesse vengono così valutate non soltanto per il margine atteso, ma anche per le risorse necessarie alla loro esecuzione e per l’impatto sugli impegni finanziari già assunti. I tre soci dispongono ora di un sistema di controllo che integra le decisioni commerciali con la capacità finanziaria dell’impresa, permettendo di programmare la crescita senza compromettere l’esecuzione dei lavori e il rispetto degli impegni bancari.